19-03-2013
“La partenza dei servizi di elettrificazione sulla linea ferroviaria Ascoli-Porto d’Ascoli è seriamente a rischio, poiché, a oggi, la Provincia di Ascoli Piceno non ha stanziato la somma necessaria, di propria competenza, per concorrere al rifacimento dei marciapiedi delle stazioni, funzionale alla fermata dei nuovi tipi di convoglio”. Lo comunica l’assessore regionale ai Trasporti, Luigi Viventi, che, nelle scorse settimane, ha più volte sollecitato il presidente Celani allo stanziamento, senza però ricevere, fino a questo momento, alcuna risposta. “È a questo punto assolutamente necessario avere, in tempi brevissimi, notizie dalla Provincia di Ascoli – afferma Viventi - poiché queste opere sono indispensabili e urgenti per l’attivazione dell’elettrificazione, fissata per il 9 giugno e, a nostro avviso, improcrastinabile, vista la strategicità del servizio per la comunità marchigiana e, in particolare, per quella ascolana”. La Giunta regionale ha recentemente deliberato la concessione del proprio contributo per l’adeguamento delle banchine alla sosta dei treni elettrici. In base a un accordo di programma promosso nei mesi scorsi, è stata stabilita la compartecipazione ai lavori di tutti i soggetti interessati: Regione Marche, Provincia di Ascoli, Rfi e Comuni interessati dalla fermate. “Se la Provincia non sarà in grado di procedere alla copertura della somma di 105 mila euro, l’unica di sua competenza, a fronte di un investimento totale di circa dieci milioni – spiega Viventi – dovremo fermare i lavori e quindi ritardare l’attivazione di un servizio fondamentale per il territorio ascolano”.
da: ufficio Stampa Regione Marche
Idee e attività dell'assessore regionale delle Marche ai trasporti, reti di trasporto, mobilità e logistica integrata,riforma dell'organizzazione amministrativa e valorizzazione del personale, sostegno alla famiglia e servizi sociali, cooperazione allo sviluppo, emigrazione, immigrazione, promozione della cooperazione
venerdì 22 marzo 2013
lunedì 4 marzo 2013
ARRIVA L'ALTA VELOCITA' - VIVENTI: "LAVORO PREMIATO, FINALMENTE ABBIAMO RAGGIUNTO QUESTO TRAGUARDO"
Dal 14 aprile tra Ancona e Milano si viaggerà in Frecciarossa. Arriva finalmente l’alta velocità che collegherà il capoluogo marchigiano con il nord Italia e l’assessore regionale ai Trasporti Luigi Viventi non nasconde la sua soddisfazione: “Le Marche si sono agganciate all’alta velocità, ormai il traguardo è raggiunto. Solo due anni fa l’alta velocità era un sogno, ma noi abbiamo lavorato moltissimo per questo obiettivo, esercitando continue pressioni su Trenitalia. Riteniamo infatti questo uno degli obiettivi indispensabili da conseguire, per il superamento dell’isolamento che per troppi anni ha penalizzato il sistema dei trasporti e delle infrastrutture della nostra regione”. “Sicuramente – aggiunge Viventi - anche l’ingresso di un concorrente (la Ntv ndr) che ha presentato il suo progetto per l’alta velocità sulla stessa tratta è stato importante”.
La nuova corsa di linea Frecciarossa 9592 in direzione Nord partirà da Ancona alle 6.05 con fermate a Pesaro (a. 6.29 - p. 6.30), Rimini (a. 6.48 - p. 6.50), Bologna (a. 7.52 - p. 7.55) e arrivo a Milano Centrale alle 9.04. Il nuovo Frecciarossa 9591 Milano – Ancona partirà da Milano Centrale alle 17.45, con fermate a Bologna Centrale (a. 18.55 - p. 18.58), Rimini (a. 19.52 - p. 19.54), Pesaro (a. 20.12 - p. 20.14) e arrivo ad Ancona alle 20.42.
I biglietti (con varie tariffe, tra cui la supereconomy da 19 euro) sono acquistabili dal 4 marzo su tutti i canali di vendita Trenitalia e nelle oltre 5mila agenzie di viaggio convenzionate.
lunedì 21 gennaio 2013
NUOVA LEGGE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO: IMPEGNO RISPETTATO
La nuova legge per il governo del territorio marchigiano è ormai concretamente sul tavolo del confronto tra gli enti, le categorie e i soggetti interessati. E il lavoro avviato dall’esecutivo regionale ha posto le basi per giungere celermente all’approvazione.
La giunta, infatti, nella seduta del 14 gennaio ha esaminato una proposta di testo, presentata dall’assessore all’Urbanistica Luigi Viventi, che contiene alcuni elementi innovativi ormai indispensabili e che, di fatto, supera l’ormai datata legge regionale del 1992, oltre vent’anni fa. “Abbiamo mantenuto - afferma Viventi – la promessa di dare un avvio concreto all’iter per l’elaborazione del nuovo testo entro l’inizio di quest’anno”. L’esecutivo, nel valutare positivamente la proposta, ha dato mandato alla struttura regionale di avviare la consultazione dei soggetti interessati, per recepire utili indicazioni prima dell’avvio della discussione consiliare.
Il testo affronta un insieme di temi complessi, nell'ottica della semplificazione, abrogando tre leggi regionali oggi vigenti e le relative leggi di modifica. Oltre ad allineare la Regione Marche allo stato della legislazione ormai condiviso da quasi tutte le Regioni italiane, intende rispondere ad alcune specifiche esigenze del territorio marchigiano, che negli ultimi anni ha subito trasformazioni notevoli caratterizzate da fenomeni come la dispersione urbana, l’integrazione degli insediamenti e la formazione di veri e propri sistemi urbani.
Il disposto normativo si basa su alcuni elementi fondamentali, quali il ruolo di regia della Regione nella elaborazione delle strategie generali per il governo del territorio, la suddivisione di quest'ultimo in zone di area vasta, lo snellimento delle procedure di pianificazione urbanistica a livello comunale.
Il testo ribadisce inoltre i concetti fondamentali già affermati con la legge regionale sulla riqualificazione urbana sostenibile (22/2011): costruire sul costruito, perequazione e compensazione. Si riafferma infine lo strumento operativo del Poru, attraverso cui il Comune definisce un coerente disegno urbano finalizzato a migliorare la qualità della città e del paesaggio, limitando l'ulteriore urbanizzazione del territorio, nonché a incrementare le prestazioni ecologico-ambientali ed energetiche degli insediamenti.
La legge supera il vecchio Prg e introduce il Piano strutturale intercomunale (Pisi), un’innovazione che potrà diventare un riferimento anche a livello nazionale. Il piano intercomunale, da costruire e approvare in un’ottica di copianificazione, ovvero condivisione e perequazione tra gli enti locali, sarà elaborato da tutti gli enti concorrenti nella responsabilità territoriale. Sarà un piano di indirizzi e di strategie, un vero e proprio masterplan, che descrive e fissa la struttura portante del territorio di interesse, rifiutando esplicitamente ogni definizione di dettaglio edilizio e fissando le regole del governo del territorio per tutti i Comuni compresi nell’ambito di pianificazione.
Lo strumento di governo di tutte le trasformazioni che non coinvolgono la scala territoriale più ampia, che potrà essere implementato dai piani attuativi o dagli interventi edilizi diretti, sarà il Piano operativo comunale (Poc), approvato dal solo Comune, con evidente risparmio di tempo rispetto alle attuali procedure, che coinvolgono anche il livello provinciale. Il Poc è da realizzare di norma nei cinque anni di durata di un mandato amministrativo comunale.
Tra i principali aspetti che caratterizzano il testo in esame si possono dunque indicare: l’introduzione del principio di collaborazione interistituzionale tra Regione, Provincia e Comuni sulle scelte fondamentali per il governo del territorio; una più aggiornata declinazione del principio di sussidiarietà applicato alla pianificazione del territorio, con la conseguente attribuzione di importanti funzioni alla scala intercomunale e comunale; l’integrazione preventiva del principio di sostenibilità ambientale negli strumenti della pianificazione urbanistica, con una forte attenzione alla conservazione delle risorse primarie quali il territorio, il paesaggio, l’ambiente e il suolo, che parte dalla riqualificazione degli ambienti esistenti; il superamento dell’attuale logica soltanto quantitativa degli standard, in favore della previsione di standard e obiettivi di qualità urbana, ambientale e paesaggistica.
Il testo esaminato dalla giunta ha come base il lavoro svolto negli ultimi anni da un tavolo tecnico regionale, al quale hanno contribuito diversi servizi interni, insieme con i rappresentanti degli enti locali e dell’Istituto nazionale di urbanistica. Il testo attuale è perciò il frutto di una riflessione progredita nel tempo, che tiene conto delle evoluzioni pratiche e teoriche che si sono avute in materia urbanistica, in relazione sia alla governance locale, sia agli esiti delle leggi approvate da altre regioni.
Ora, su espresso mandato dell’esecutivo, avrà luogo il confronto con gli enti e le categorie e con tutti i soggetti interessati. Per questo motivo la Regione, attraverso l’assessorato all’Urbanistica, ha pianificato una serie di incontri e di tavoli. Al termine di questo percorso partecipativo si potrà dare il via all’iter istituzionale che approderà all’aula consiliare per la definitiva approvazione.
Il primo invito, per la fine del mese di gennaio, è stato rivolto ad Anci, Upi, Uncem, Ance, università marchigiane, associazioni di categoria, ordini professionali, segreterie regionali dei sindacati, associazioni ambientalistiche, Istituto nazionale di urbanistica, Zipa, Consip, Istao, Parchi, Comunità montane, Sovrinntendenza, Corpo forestale dello Stato, Arpam, Ministero delle infrastrutture, Unioni dei Comuni.
Si intende quindi avviare un confronto molto ampio, in cui raccogliere le prime osservazioni, per mettere in calendario anche i successivi incontri in base alle esigenze e alle proposte emerse da questa prima occasione di dibattito.
da: Segreteria assessorato
La giunta, infatti, nella seduta del 14 gennaio ha esaminato una proposta di testo, presentata dall’assessore all’Urbanistica Luigi Viventi, che contiene alcuni elementi innovativi ormai indispensabili e che, di fatto, supera l’ormai datata legge regionale del 1992, oltre vent’anni fa. “Abbiamo mantenuto - afferma Viventi – la promessa di dare un avvio concreto all’iter per l’elaborazione del nuovo testo entro l’inizio di quest’anno”. L’esecutivo, nel valutare positivamente la proposta, ha dato mandato alla struttura regionale di avviare la consultazione dei soggetti interessati, per recepire utili indicazioni prima dell’avvio della discussione consiliare.
Il testo affronta un insieme di temi complessi, nell'ottica della semplificazione, abrogando tre leggi regionali oggi vigenti e le relative leggi di modifica. Oltre ad allineare la Regione Marche allo stato della legislazione ormai condiviso da quasi tutte le Regioni italiane, intende rispondere ad alcune specifiche esigenze del territorio marchigiano, che negli ultimi anni ha subito trasformazioni notevoli caratterizzate da fenomeni come la dispersione urbana, l’integrazione degli insediamenti e la formazione di veri e propri sistemi urbani.
Il disposto normativo si basa su alcuni elementi fondamentali, quali il ruolo di regia della Regione nella elaborazione delle strategie generali per il governo del territorio, la suddivisione di quest'ultimo in zone di area vasta, lo snellimento delle procedure di pianificazione urbanistica a livello comunale.
Il testo ribadisce inoltre i concetti fondamentali già affermati con la legge regionale sulla riqualificazione urbana sostenibile (22/2011): costruire sul costruito, perequazione e compensazione. Si riafferma infine lo strumento operativo del Poru, attraverso cui il Comune definisce un coerente disegno urbano finalizzato a migliorare la qualità della città e del paesaggio, limitando l'ulteriore urbanizzazione del territorio, nonché a incrementare le prestazioni ecologico-ambientali ed energetiche degli insediamenti.
La legge supera il vecchio Prg e introduce il Piano strutturale intercomunale (Pisi), un’innovazione che potrà diventare un riferimento anche a livello nazionale. Il piano intercomunale, da costruire e approvare in un’ottica di copianificazione, ovvero condivisione e perequazione tra gli enti locali, sarà elaborato da tutti gli enti concorrenti nella responsabilità territoriale. Sarà un piano di indirizzi e di strategie, un vero e proprio masterplan, che descrive e fissa la struttura portante del territorio di interesse, rifiutando esplicitamente ogni definizione di dettaglio edilizio e fissando le regole del governo del territorio per tutti i Comuni compresi nell’ambito di pianificazione.
Lo strumento di governo di tutte le trasformazioni che non coinvolgono la scala territoriale più ampia, che potrà essere implementato dai piani attuativi o dagli interventi edilizi diretti, sarà il Piano operativo comunale (Poc), approvato dal solo Comune, con evidente risparmio di tempo rispetto alle attuali procedure, che coinvolgono anche il livello provinciale. Il Poc è da realizzare di norma nei cinque anni di durata di un mandato amministrativo comunale.
Tra i principali aspetti che caratterizzano il testo in esame si possono dunque indicare: l’introduzione del principio di collaborazione interistituzionale tra Regione, Provincia e Comuni sulle scelte fondamentali per il governo del territorio; una più aggiornata declinazione del principio di sussidiarietà applicato alla pianificazione del territorio, con la conseguente attribuzione di importanti funzioni alla scala intercomunale e comunale; l’integrazione preventiva del principio di sostenibilità ambientale negli strumenti della pianificazione urbanistica, con una forte attenzione alla conservazione delle risorse primarie quali il territorio, il paesaggio, l’ambiente e il suolo, che parte dalla riqualificazione degli ambienti esistenti; il superamento dell’attuale logica soltanto quantitativa degli standard, in favore della previsione di standard e obiettivi di qualità urbana, ambientale e paesaggistica.
Il testo esaminato dalla giunta ha come base il lavoro svolto negli ultimi anni da un tavolo tecnico regionale, al quale hanno contribuito diversi servizi interni, insieme con i rappresentanti degli enti locali e dell’Istituto nazionale di urbanistica. Il testo attuale è perciò il frutto di una riflessione progredita nel tempo, che tiene conto delle evoluzioni pratiche e teoriche che si sono avute in materia urbanistica, in relazione sia alla governance locale, sia agli esiti delle leggi approvate da altre regioni.
Ora, su espresso mandato dell’esecutivo, avrà luogo il confronto con gli enti e le categorie e con tutti i soggetti interessati. Per questo motivo la Regione, attraverso l’assessorato all’Urbanistica, ha pianificato una serie di incontri e di tavoli. Al termine di questo percorso partecipativo si potrà dare il via all’iter istituzionale che approderà all’aula consiliare per la definitiva approvazione.
Il primo invito, per la fine del mese di gennaio, è stato rivolto ad Anci, Upi, Uncem, Ance, università marchigiane, associazioni di categoria, ordini professionali, segreterie regionali dei sindacati, associazioni ambientalistiche, Istituto nazionale di urbanistica, Zipa, Consip, Istao, Parchi, Comunità montane, Sovrinntendenza, Corpo forestale dello Stato, Arpam, Ministero delle infrastrutture, Unioni dei Comuni.
Si intende quindi avviare un confronto molto ampio, in cui raccogliere le prime osservazioni, per mettere in calendario anche i successivi incontri in base alle esigenze e alle proposte emerse da questa prima occasione di dibattito.
da: Segreteria assessorato
venerdì 11 gennaio 2013
CANDIDATURE: RESTO IN REGIONE
In merito alle notizie di stampa degli ultimi giorni, che hanno riguardato le candidature per le prossime consultazioni politiche, all’interno delle quali è stato inserito anche il mio nome, faccio presente che non sono candidato e non intendo candidarmi, poiché ritengo opportuno portare a termine gli impegni assunti in Regione come assessore. Sono infatti numerose e delicate le questioni attualmente sul tappeto, che riguardano direttamente le deleghe a me assegnate: la redazione e l’approvazione della nuova legge urbanistica, la riorganizzazione del trasporto pubblico locale nella fase critica del taglio generalizzato delle risorse che in questo settore strategico non può ulteriormente penalizzare i cittadini, la riorganizzazione dell’ente Regione nell’ottica del risparmio e dell’efficientamento, la messa in atto di politiche ormai improcrastinabili nel settore della e-democracy, che può offrire alle Marche importanti occasioni di ripresa e di sviluppo economico.
Per questo motivo, nonostante le numerose richieste giunte dal territorio e anche dal partito centrale, che considero come un incoraggiante riconoscimento positivo del lavoro svolto sin qui, ho ritenuto più utile non interrompere l’impegno assunto nel 2010 a diretto servizio della comunità marchigiana.
da: Segreteria assessorato
Per questo motivo, nonostante le numerose richieste giunte dal territorio e anche dal partito centrale, che considero come un incoraggiante riconoscimento positivo del lavoro svolto sin qui, ho ritenuto più utile non interrompere l’impegno assunto nel 2010 a diretto servizio della comunità marchigiana.
da: Segreteria assessorato
venerdì 28 dicembre 2012
TRASPORTO PASSEGGERI E MERCI. VIVENTI: “L’IMPEGNO E LA SERIETA’ DEL NOSTRO LAVORO PORTANO RISULTATI CONCRETI”
“Ritengo significativo l’intervento dell’ad di Rfi Moretti circa l’impegno della Regione Marche nel rispetto del contratto di servizio con Trenitalia. Questo è sicuramente uno dei fattori che ci ha permesso in questi ultimi mesi di condurre trattative proficue con l’azienda, che hanno portato a ottenere sei milioni di investimenti aggiuntivi entro il 2014, il completamento entro i primi mesi del 2013 dell’elettrificazione della Ascoli-Porto d’Ascoli e un impegno concreto da parte dell’Azienda per recuperare il tempo perduto nella fornitura del materiale rotabile previsto dal contratto di servizio. Questa carenza, infatti, è stata fino a oggi una delle principali responsabili dei disagi sopportati dai pendolari sulle tratte regionali. “Il calendario aggiornato delle consegne prevede, a questo punto, l’impegno per fornire otto nuovi convogli diesel e quattro elettrotreni nuovi per l’inizio del 2014, nonché cinque treni a trazione elettrica sottoposti a restyling, due dei quali recentemente consegnati e tre previsti per il 2013. In particolare, i quattro elettrotreni costituiranno una novità assoluta a livello nazionale e le Marche saranno la prima regione ad avere in servizio questi nuovi modelli di convoglio. “Delle 160 carrozze da ristrutturare previste dal contratto di servizio, infine, 50 arriveranno entro il 2012, 50 entro il 2013, le restanti 60 nel 2014. Oltre a questo, pochi giorni fa abbiamo, come noto, registrato anche la disponibilità di Trenitalia a lavorare per l’introduzione di un servizio veloce di collegamento Ancona Milano. Inoltre, l’intervento di un’altra società, che ha ufficializzato il proprio impegno sull’alta velocità nelle Marche e l’interesse per il trasporto regionale, ha creato una situazione di sana concorrenza di mercato, grazie alla quale oggi possiamo registrare anche la riconferma di una positiva apertura di Trenitalia per migliorare la qualità del trasporto regionale marchigiano, settore nel quale obiettivamente si registrano le carenze più significative. “Sempre in tema di trasporti e logistica, ho il piacere di segnalare, alla fine di quest’anno sicuramente non facile, il raggiungimento di un altro importante risultato: l’approvazione in commissione Trasporti del Parlamento Europeo di un emendamento, che prevede il prolungamento del corridoio Baltico Adriatico fino ad Ancona: una decisione che attribuisce formalmente un ruolo strategico alla nostra regione all’interno della rete europea delle infrastrutture di trasporto, nell’ottica dello sviluppo della macroregione adriatico-ionica”.
da: Ufficio stampa Regione Marche
da: Ufficio stampa Regione Marche
giovedì 13 dicembre 2012
TRENO ITALO: ANCONA-MILANO IN TRE ORE
Riporto qui di seguito il comunicato stampa della Regione Marche sui nuovi progetti per l'alta velocità.
E' un progetto di grande interessa, anche perché introduce la concorrenza in un settore strategico come quello dei trasporti.
Tv Centro Marche - tg del 12/12/12
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Milano-Ancona in 3 ore, con fermate a Bologna, Forlì, Rimini e Pesaro. Italo cresce ancora e progetta lo sbarco nelle Marche. Obiettivo, portare l’Alta Velocità sulla via Adriatica a partire dal prossimo giugno e avvicinare così una delle regioni più produttive del Paese alla capitale lombarda del business. Il piano messo a punto da NTV insieme alla Regione Marche mira a collegare entro sei mesi il territorio marchigiano con Milano e servire un potenziale bacino di popolazione di oltre un milione e 200 mila persone. In accordo con la Regione Marche, NTV è pronta a chiedere al gestore della Infrastruttura RFI le tracce per il nuovo servizio: tre coppie di treni, per un totale di sei viaggi al giorno. L’attivazione della nuova linea sull’Adriatica amplierà ancora il network delle città servite da NTV (dalle 9 attuali per 12 stazioni si passa da giugno a 13 città, per un totale di 16 stazioni) e porterà anche nuova occupazione. I treni Italo dal prossimo giugno percorreranno da Ancona fino a Bologna la tradizionale linea adriatica, per poi immettersi nel nodo emiliano sulla nuova linea ad Alta Velocità. Il tempo di viaggio da Milano ad Ancona sarà così ridotto a sole tre ore. Ogni treno disporrà di circa 400 posti divisi in tre ambienti: “club” per chi viaggia per lavoro; “1° classe” con servizi diretti alla persona; “smart” con elevati livelli di comfort, ma con prezzi più contenuti. “Terminata la fase di ramp up del servizio sulla rete Av – fa notare l’amministratore delegato di NTV Giuseppe Sciarrone – NTV avvia, con questa prima iniziativa con la Regione Marche, la fase di sviluppo su altre direttrici. Iniziamo con l’Adriatica, portando anche su questo grande asse di traffico i vantaggi dell’Alta Velocità. Il servizio sarà assicurato in regime di puro mercato, e quindi, per il momento, arriviamo fino ad Ancona, secondo la strategia di un passo alla volta, riservandoci di valutare la possibilità di portare Italo anche più a Sud”. “Una data importante – dice il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca - L’Alta velocità fa compiere un decisivo passo avanti alla competitività del nostro territorio. Ancona-Milano in 3 ore. Siamo la regione più manifatturiera d’Italia e un collegamento veloce con Milano era non solo indispensabile, ma urgente. Stiamo superando ad ampie falcate il grave gap infrastrutturale che ha caratterizzato la nostra regione nei decenni. Terza corsia dell’autostrada, tre trasversali verso il Tirreno e, ora, l’alta velocità per Milano: un contributo determinante per la crescita del nostro sistema economico e un servizio fondamentale per l’intera comunità. Un ringraziamento a NTV, all’ing. Sciarrone e agli azionisti della società, che hanno dato spazio alla direttrice Adriatica che tanta parte ha nel nostro programma di governo e in particolare a Diego Della Valle, protagonista nella costruzione di questo progetto a cui ha dato un contributo determinante. Questo nuovo servizio, inoltre, offre la possibilità di una concorrenza tra differenti società, con possibilità di notevoli miglioramenti nel prossimo futuro”.
da: ufficio Stampa Regione Marche
E' un progetto di grande interessa, anche perché introduce la concorrenza in un settore strategico come quello dei trasporti.
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Milano-Ancona in 3 ore, con fermate a Bologna, Forlì, Rimini e Pesaro. Italo cresce ancora e progetta lo sbarco nelle Marche. Obiettivo, portare l’Alta Velocità sulla via Adriatica a partire dal prossimo giugno e avvicinare così una delle regioni più produttive del Paese alla capitale lombarda del business. Il piano messo a punto da NTV insieme alla Regione Marche mira a collegare entro sei mesi il territorio marchigiano con Milano e servire un potenziale bacino di popolazione di oltre un milione e 200 mila persone. In accordo con la Regione Marche, NTV è pronta a chiedere al gestore della Infrastruttura RFI le tracce per il nuovo servizio: tre coppie di treni, per un totale di sei viaggi al giorno. L’attivazione della nuova linea sull’Adriatica amplierà ancora il network delle città servite da NTV (dalle 9 attuali per 12 stazioni si passa da giugno a 13 città, per un totale di 16 stazioni) e porterà anche nuova occupazione. I treni Italo dal prossimo giugno percorreranno da Ancona fino a Bologna la tradizionale linea adriatica, per poi immettersi nel nodo emiliano sulla nuova linea ad Alta Velocità. Il tempo di viaggio da Milano ad Ancona sarà così ridotto a sole tre ore. Ogni treno disporrà di circa 400 posti divisi in tre ambienti: “club” per chi viaggia per lavoro; “1° classe” con servizi diretti alla persona; “smart” con elevati livelli di comfort, ma con prezzi più contenuti. “Terminata la fase di ramp up del servizio sulla rete Av – fa notare l’amministratore delegato di NTV Giuseppe Sciarrone – NTV avvia, con questa prima iniziativa con la Regione Marche, la fase di sviluppo su altre direttrici. Iniziamo con l’Adriatica, portando anche su questo grande asse di traffico i vantaggi dell’Alta Velocità. Il servizio sarà assicurato in regime di puro mercato, e quindi, per il momento, arriviamo fino ad Ancona, secondo la strategia di un passo alla volta, riservandoci di valutare la possibilità di portare Italo anche più a Sud”. “Una data importante – dice il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca - L’Alta velocità fa compiere un decisivo passo avanti alla competitività del nostro territorio. Ancona-Milano in 3 ore. Siamo la regione più manifatturiera d’Italia e un collegamento veloce con Milano era non solo indispensabile, ma urgente. Stiamo superando ad ampie falcate il grave gap infrastrutturale che ha caratterizzato la nostra regione nei decenni. Terza corsia dell’autostrada, tre trasversali verso il Tirreno e, ora, l’alta velocità per Milano: un contributo determinante per la crescita del nostro sistema economico e un servizio fondamentale per l’intera comunità. Un ringraziamento a NTV, all’ing. Sciarrone e agli azionisti della società, che hanno dato spazio alla direttrice Adriatica che tanta parte ha nel nostro programma di governo e in particolare a Diego Della Valle, protagonista nella costruzione di questo progetto a cui ha dato un contributo determinante. Questo nuovo servizio, inoltre, offre la possibilità di una concorrenza tra differenti società, con possibilità di notevoli miglioramenti nel prossimo futuro”.
da: ufficio Stampa Regione Marche
mercoledì 12 dicembre 2012
NODO DI FALCONARA. VIA LIBERA DEL CIPE
“Esprimo soddisfazione - afferma l’assessore regionale ai Trasporti Luigi Viventi - per la decisione assunta dal CIPE, riunito ieri a Roma, che dà il via libera al progetto definitivo del Collegamento ferroviario Orte- Falconara con la linea Adriatica-nodo di Falconara”.
“'E' un'opera strategica – prosegue Viventi - che attendiamo da anni, poiché consentirà alle Marche di potenziare i collegamenti con la grande viabilita' ferroviaria nazionale. Le opere previste consentono inoltre di eliminare l'attraversamento delle raffineria Api di Falconara, con evidenti benefici in termini di sicurezza, e di creare una prospettiva interessante per l’utilizzo dell’interporto di Jesi”.
Il nuovo passaggio al Cipe si era reso necessario in seguito alla rimodulazione (in diminuzione da 210 a 174 milioni di euro) dei fondi a disposizione per la prima fase del progetto.
L'intervento consiste nella costruzione di una bretella, a binario semplice, di collegamento fra la linea Orte-Falconara e la linea Adriatica, diretta verso nord, per un lunghezza di 1,5 km (con possibilità di raddoppio quando sarà completato quello dell'intera linea).
“In seguito alla riduzione delle disponibilità finanziarie per il nodo di Falconara – aggiunge l’assessore - il progetto approvato dal Cipe prevede in una prima fase la realizzazione della sola variante di Falconara e in una seconda fase interventi per la nuova stazione di Montemarciano e per l’area cargo di Jesi interporto. In considerazione delle conseguenze che questa decisione comporta per il Comune di Montemarciano in termini di revisione dei piani urbanistici e di mancate opere a servizio del territorio, la Regione si impegna a inserire gli interventi per Montemarciano tra quelli di riqualificazione delle stazioni impresenziate, per l’utilizzo della struttura per usi sociali da parte del Comune, previo comodato d’uso con Rfi”.
da: Segreteria assessorato
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