La nuova legge per il governo del territorio marchigiano è ormai concretamente sul tavolo del confronto tra gli enti, le categorie e i soggetti interessati. E il lavoro avviato dall’esecutivo regionale ha posto le basi per giungere celermente all’approvazione.
La giunta, infatti, nella seduta del 14 gennaio ha esaminato una proposta di testo, presentata dall’assessore all’Urbanistica Luigi Viventi, che contiene alcuni elementi innovativi ormai indispensabili e che, di fatto, supera l’ormai datata legge regionale del 1992, oltre vent’anni fa. “Abbiamo mantenuto - afferma Viventi – la promessa di dare un avvio concreto all’iter per l’elaborazione del nuovo testo entro l’inizio di quest’anno”. L’esecutivo, nel valutare positivamente la proposta, ha dato mandato alla struttura regionale di avviare la consultazione dei soggetti interessati, per recepire utili indicazioni prima dell’avvio della discussione consiliare.
Il testo affronta un insieme di temi complessi, nell'ottica della semplificazione, abrogando tre leggi regionali oggi vigenti e le relative leggi di modifica. Oltre ad allineare la Regione Marche allo stato della legislazione ormai condiviso da quasi tutte le Regioni italiane, intende rispondere ad alcune specifiche esigenze del territorio marchigiano, che negli ultimi anni ha subito trasformazioni notevoli caratterizzate da fenomeni come la dispersione urbana, l’integrazione degli insediamenti e la formazione di veri e propri sistemi urbani.
Il disposto normativo si basa su alcuni elementi fondamentali, quali il ruolo di regia della Regione nella elaborazione delle strategie generali per il governo del territorio, la suddivisione di quest'ultimo in zone di area vasta, lo snellimento delle procedure di pianificazione urbanistica a livello comunale.
Il testo ribadisce inoltre i concetti fondamentali già affermati con la legge regionale sulla riqualificazione urbana sostenibile (22/2011): costruire sul costruito, perequazione e compensazione. Si riafferma infine lo strumento operativo del Poru, attraverso cui il Comune definisce un coerente disegno urbano finalizzato a migliorare la qualità della città e del paesaggio, limitando l'ulteriore urbanizzazione del territorio, nonché a incrementare le prestazioni ecologico-ambientali ed energetiche degli insediamenti.
La legge supera il vecchio Prg e introduce il Piano strutturale intercomunale (Pisi), un’innovazione che potrà diventare un riferimento anche a livello nazionale. Il piano intercomunale, da costruire e approvare in un’ottica di copianificazione, ovvero condivisione e perequazione tra gli enti locali, sarà elaborato da tutti gli enti concorrenti nella responsabilità territoriale. Sarà un piano di indirizzi e di strategie, un vero e proprio masterplan, che descrive e fissa la struttura portante del territorio di interesse, rifiutando esplicitamente ogni definizione di dettaglio edilizio e fissando le regole del governo del territorio per tutti i Comuni compresi nell’ambito di pianificazione.
Lo strumento di governo di tutte le trasformazioni che non coinvolgono la scala territoriale più ampia, che potrà essere implementato dai piani attuativi o dagli interventi edilizi diretti, sarà il Piano operativo comunale (Poc), approvato dal solo Comune, con evidente risparmio di tempo rispetto alle attuali procedure, che coinvolgono anche il livello provinciale. Il Poc è da realizzare di norma nei cinque anni di durata di un mandato amministrativo comunale.
Tra i principali aspetti che caratterizzano il testo in esame si possono dunque indicare: l’introduzione del principio di collaborazione interistituzionale tra Regione, Provincia e Comuni sulle scelte fondamentali per il governo del territorio; una più aggiornata declinazione del principio di sussidiarietà applicato alla pianificazione del territorio, con la conseguente attribuzione di importanti funzioni alla scala intercomunale e comunale; l’integrazione preventiva del principio di sostenibilità ambientale negli strumenti della pianificazione urbanistica, con una forte attenzione alla conservazione delle risorse primarie quali il territorio, il paesaggio, l’ambiente e il suolo, che parte dalla riqualificazione degli ambienti esistenti; il superamento dell’attuale logica soltanto quantitativa degli standard, in favore della previsione di standard e obiettivi di qualità urbana, ambientale e paesaggistica.
Il testo esaminato dalla giunta ha come base il lavoro svolto negli ultimi anni da un tavolo tecnico regionale, al quale hanno contribuito diversi servizi interni, insieme con i rappresentanti degli enti locali e dell’Istituto nazionale di urbanistica. Il testo attuale è perciò il frutto di una riflessione progredita nel tempo, che tiene conto delle evoluzioni pratiche e teoriche che si sono avute in materia urbanistica, in relazione sia alla governance locale, sia agli esiti delle leggi approvate da altre regioni.
Ora, su espresso mandato dell’esecutivo, avrà luogo il confronto con gli enti e le categorie e con tutti i soggetti interessati. Per questo motivo la Regione, attraverso l’assessorato all’Urbanistica, ha pianificato una serie di incontri e di tavoli. Al termine di questo percorso partecipativo si potrà dare il via all’iter istituzionale che approderà all’aula consiliare per la definitiva approvazione.
Il primo invito, per la fine del mese di gennaio, è stato rivolto ad Anci, Upi, Uncem, Ance, università marchigiane, associazioni di categoria, ordini professionali, segreterie regionali dei sindacati, associazioni ambientalistiche, Istituto nazionale di urbanistica, Zipa, Consip, Istao, Parchi, Comunità montane, Sovrinntendenza, Corpo forestale dello Stato, Arpam, Ministero delle infrastrutture, Unioni dei Comuni.
Si intende quindi avviare un confronto molto ampio, in cui raccogliere le prime osservazioni, per mettere in calendario anche i successivi incontri in base alle esigenze e alle proposte emerse da questa prima occasione di dibattito.
da: Segreteria assessorato
Idee e attività dell'assessore regionale delle Marche ai trasporti, reti di trasporto, mobilità e logistica integrata,riforma dell'organizzazione amministrativa e valorizzazione del personale, sostegno alla famiglia e servizi sociali, cooperazione allo sviluppo, emigrazione, immigrazione, promozione della cooperazione
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lunedì 21 gennaio 2013
venerdì 18 novembre 2011
LEGGE PER LA RIQUALIFICAZIONE URBANA E L'ASSETTO IDROGEOLOGICO: I CONCETTI CHIAVE DEL TESTO
18 NOVEMBRE 2011
Contrastare il degrado dei centri urbani, rilanciare il settore edilizio legato alle riqualificazione, limitare il consumo di suolo, affrontare e prevenire le criticità relative al dissesto idrogeologico. Sono le linee guida della Legge regionale per la riqualificazione urbana sostenibile e assetti idrogeologico approvata dal Consiglio martedì 15 novembre 2011 su proposta della giunta regionale.
La legge, che si basa sul principio generale del costruire sul costruito, anticipa la riforma complessiva della normativa sul governo del territorio su cui la Regione e` impegnata.
In termini generali l’obiettivo è quello di attivare processi di riqualificazione urbana affidandosi a processi sostenibili dal mercato. Inoltre la legge, congiuntamente alla normativa regionale sul piano casa (LR 22/2009), che viene per questo parzialmente modificata, intende dar luogo all’adeguamento alle normative edilizio-urbanistiche del Decreto Sviluppo (decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, “Prime disposizioni urgenti per l´economia” convertito, con modificazioni con Legge 12 luglio 2011, n. 106).
Il concetto di qualità urbana si coniuga, all’interno della legge, in un elenco di obiettivi: riduzione consumo di suolo, spazi pubblici di qualità, spesso carenti nelle città delle Marche, modernizzazione delle reti infrastrutturali e miglioramento dell’efficienza energetica, previsione di servizi e infrastrutture, riduzione del rischio idrogeologico, mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e contributo alla realizzazione di reti ecologiche.
La legge introduce un nuovo strumento operativo definito PORU: Programma operativo per la riqualificazione urbana, approvato con procedure semplificate, che risponde alla esigenza di innovare l’attuale normativa introducendo un modello che prevede la separazione tra la dimensione strategica e di indirizzo e quella più propriamente di regolazione degli usi del suolo. La riqualificazione urbana infatti da un lato presuppone una dimensione strategica: il Comune individua le aree (art.2), anche su indicazione dei cittadini, esplicita i problemi delle diverse parti di città, fissa obiettivi, sollecita l’espressione di manifestazioni di interesse, valuta proposte alternative secondo modalità trasparenti, costruendo una strategia di riqualificazione. D’altra parte il PORU (art.3) trasforma in un disegno urbano coerente e operante gli obiettivi di riqualificazione, caratterizzandosi come un vero e proprio piano attuativo che si applica alle aree urbanizzate (diverse dalle zone storiche “A”).
Tre i concetti chiave innovativi attraverso i quali la legge prevede la realizzazione dei programmi di riqualificazione urbana: premialità, perequazione e compensazione.
Per favorire l'avvio delle operazioni di riqualificazione, la proposta di legge prevede che il Poru possa consentire incrementi sino al 20 per cento dei volumi e degli indici di piano esistenti, elevabili al 25 per cento nei Programmi intercomunali (recupero di zone appartenenti a piu` Comuni).
Il Poru è attuato attraverso pratiche di perequazione urbanistica e di compensazione. Per poter ottemperare al principio di equità tra i proprietari interessati e insieme poter garantire una dotazione di aree per l’ente pubblico è stata introdotta la pratica della perequazione. Se fino ad oggi la perequazione urbanistica era praticata con qualche difficoltà da pochi piani “avanzati” d’ora in poi essa potrà divenire generalizzata grazie alla legge regionale e all’intervento del legislatore nazionale che nell’ambito del “Decreto Sviluppo” ha modificato il codice civile sancendo il trasferimento dei diritti edificatori.
Un altro strumento di tecnica urbanistica prevede la facoltà di trasferire diritti edificatori su altre aree, in alternativa, per esempio, all’esproprio.
Data la rilevanza di queste tecniche di pianificazione, esse non sono introdotte limitatamente alla gestione del Poru ma in modo esteso per l’intero sistema della pianificazione comunale della Regione Marche, come è precisato nell’art.12, c.7.
L’art. 10 persegue l’obiettivo della progressiva riduzione del rischio idrogeologico, introducendo la verifica di compatibilità idraulica degli strumenti di pianificazione. Tale verifica serve ad accertare la “compatibilità” idraulica delle trasformazioni territoriali anche per le aree di recupero e riqualificazione urbana, nell’ottica di una progressiva riduzione-diminuzione dello specifico rischio. E’ richiesto il controllo del carico idraulico, in modo da evitarne l’incremento rispetto allo stato attuale e un pregiudizio alla sua riduzione, anche futura, prevedendo la preventiva valutazione della necessità di realizzare opere “strutturali” di mitigazione a beneficio anche del costruito attuale. Viene fissato il principio di “invarianza idraulica” delle trasformazioni territoriali, anche derivanti da recupero e riqualificazione urbana, per le quali sono richieste misure compensative, rivolte ad “assorbire-compensare” la “perturbazione-incremento” dei deflussi superficiali derivanti dalla maggiore o diversa impermeabilizzazione delle superfici.
Perché, infine, la politica di riqualificazione possa essere efficace, bisogna orientare verso questo obiettivo l’attività edilizia nel suo complesso. Un principio di buona amministrazione, finalizzato a contenere il consumo di suolo, prevede dunque che per un periodo definito (fino all’approvazione di una riforma organica della legge urbanistica e comunque non oltre 24 mesi) non siano ammesse ulteriori espansioni di aree edificabili nei Comuni che non abbiano esaurito per almeno il 75% le aree esistenti con medesima destinazione urbanistica (con alcune eccezioni che riguardano l’ampliamento di attività produttive già insediate).
A cura di: segreteria assessore Viventi
Contrastare il degrado dei centri urbani, rilanciare il settore edilizio legato alle riqualificazione, limitare il consumo di suolo, affrontare e prevenire le criticità relative al dissesto idrogeologico. Sono le linee guida della Legge regionale per la riqualificazione urbana sostenibile e assetti idrogeologico approvata dal Consiglio martedì 15 novembre 2011 su proposta della giunta regionale.
La legge, che si basa sul principio generale del costruire sul costruito, anticipa la riforma complessiva della normativa sul governo del territorio su cui la Regione e` impegnata.
In termini generali l’obiettivo è quello di attivare processi di riqualificazione urbana affidandosi a processi sostenibili dal mercato. Inoltre la legge, congiuntamente alla normativa regionale sul piano casa (LR 22/2009), che viene per questo parzialmente modificata, intende dar luogo all’adeguamento alle normative edilizio-urbanistiche del Decreto Sviluppo (decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, “Prime disposizioni urgenti per l´economia” convertito, con modificazioni con Legge 12 luglio 2011, n. 106).
Il concetto di qualità urbana si coniuga, all’interno della legge, in un elenco di obiettivi: riduzione consumo di suolo, spazi pubblici di qualità, spesso carenti nelle città delle Marche, modernizzazione delle reti infrastrutturali e miglioramento dell’efficienza energetica, previsione di servizi e infrastrutture, riduzione del rischio idrogeologico, mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e contributo alla realizzazione di reti ecologiche.
La legge introduce un nuovo strumento operativo definito PORU: Programma operativo per la riqualificazione urbana, approvato con procedure semplificate, che risponde alla esigenza di innovare l’attuale normativa introducendo un modello che prevede la separazione tra la dimensione strategica e di indirizzo e quella più propriamente di regolazione degli usi del suolo. La riqualificazione urbana infatti da un lato presuppone una dimensione strategica: il Comune individua le aree (art.2), anche su indicazione dei cittadini, esplicita i problemi delle diverse parti di città, fissa obiettivi, sollecita l’espressione di manifestazioni di interesse, valuta proposte alternative secondo modalità trasparenti, costruendo una strategia di riqualificazione. D’altra parte il PORU (art.3) trasforma in un disegno urbano coerente e operante gli obiettivi di riqualificazione, caratterizzandosi come un vero e proprio piano attuativo che si applica alle aree urbanizzate (diverse dalle zone storiche “A”).
Tre i concetti chiave innovativi attraverso i quali la legge prevede la realizzazione dei programmi di riqualificazione urbana: premialità, perequazione e compensazione.
Per favorire l'avvio delle operazioni di riqualificazione, la proposta di legge prevede che il Poru possa consentire incrementi sino al 20 per cento dei volumi e degli indici di piano esistenti, elevabili al 25 per cento nei Programmi intercomunali (recupero di zone appartenenti a piu` Comuni).
Il Poru è attuato attraverso pratiche di perequazione urbanistica e di compensazione. Per poter ottemperare al principio di equità tra i proprietari interessati e insieme poter garantire una dotazione di aree per l’ente pubblico è stata introdotta la pratica della perequazione. Se fino ad oggi la perequazione urbanistica era praticata con qualche difficoltà da pochi piani “avanzati” d’ora in poi essa potrà divenire generalizzata grazie alla legge regionale e all’intervento del legislatore nazionale che nell’ambito del “Decreto Sviluppo” ha modificato il codice civile sancendo il trasferimento dei diritti edificatori.
Un altro strumento di tecnica urbanistica prevede la facoltà di trasferire diritti edificatori su altre aree, in alternativa, per esempio, all’esproprio.
Data la rilevanza di queste tecniche di pianificazione, esse non sono introdotte limitatamente alla gestione del Poru ma in modo esteso per l’intero sistema della pianificazione comunale della Regione Marche, come è precisato nell’art.12, c.7.
L’art. 10 persegue l’obiettivo della progressiva riduzione del rischio idrogeologico, introducendo la verifica di compatibilità idraulica degli strumenti di pianificazione. Tale verifica serve ad accertare la “compatibilità” idraulica delle trasformazioni territoriali anche per le aree di recupero e riqualificazione urbana, nell’ottica di una progressiva riduzione-diminuzione dello specifico rischio. E’ richiesto il controllo del carico idraulico, in modo da evitarne l’incremento rispetto allo stato attuale e un pregiudizio alla sua riduzione, anche futura, prevedendo la preventiva valutazione della necessità di realizzare opere “strutturali” di mitigazione a beneficio anche del costruito attuale. Viene fissato il principio di “invarianza idraulica” delle trasformazioni territoriali, anche derivanti da recupero e riqualificazione urbana, per le quali sono richieste misure compensative, rivolte ad “assorbire-compensare” la “perturbazione-incremento” dei deflussi superficiali derivanti dalla maggiore o diversa impermeabilizzazione delle superfici.
Perché, infine, la politica di riqualificazione possa essere efficace, bisogna orientare verso questo obiettivo l’attività edilizia nel suo complesso. Un principio di buona amministrazione, finalizzato a contenere il consumo di suolo, prevede dunque che per un periodo definito (fino all’approvazione di una riforma organica della legge urbanistica e comunque non oltre 24 mesi) non siano ammesse ulteriori espansioni di aree edificabili nei Comuni che non abbiano esaurito per almeno il 75% le aree esistenti con medesima destinazione urbanistica (con alcune eccezioni che riguardano l’ampliamento di attività produttive già insediate).
A cura di: segreteria assessore Viventi
giovedì 17 novembre 2011
LEGGE SULLA RIQUALIFICAZIONE URBANA SOSTENIBILE: MODELLO PER LE ALTRE REGIONI
16 NOVEMBRE 2011 'Esprimo viva soddisfazione per l'approvazione della Legge per la riqualificazione urbana sostenibile e l'assetto idrogeologico avvenuta ieri in Consiglio e ringrazio tutti coloro che hanno partecipato al complesso lavoro di redazione, di stesura, di revisione: gli uffici, i tecnici e dirigenti competenti, i Consiglieri della quarta Commissione presieduta da Enzo Giancarli e quanti, ieri in Assemblea, hanno inteso dare il loro contributo costruttivo affinche` la Regione Marche potesse dotarsi di questo strumento normativo strategico sia per il rilancio dell'edilizia, sia per il governo di un territorio che oggi ha bisogno di essere rivitalizzato dove e` in degrado, che non puo` piu` essere consumato e che va difeso in modo da tutelare le popolazioni anche dai danni ambientali. Per questo la nostra legge poggia su alcuni capisaldi fondamentali: creare regole certe per favorire il rilancio dell'edilizia collegata alla riqualificazione urbana, dotare il territorio di strumenti di governo innovativi come la perequazione, la compensazione e la premialita`, prevenire il dissesto idrogeologico e contribuire a rimuoverne le cause. Io credo che l'altissimo numero di emendamenti presentati, sia, al di la` di tutto, anche il segno dell'estremo interesse che questa legge riscuote oggi sul territorio, che, ha, effettivamente, bisogno di regole nuove, dal punto di vista dell``urbanistica, dell'ambiente e dell'economia. Il lavoro di ieri in aula si e` rivelato estremamente complesso, ma posso dire che, a parte alcuni casi in cui mi e` sembrato che interessi di categoria prevalessero su quello generale, ho apprezzato, nella gran parte del dibattito, un sincero e fattivo interesse rispetto a temi che oggi non possono che trovarsi in primo piano nell'attivita` amministrativa e normativa. Con questo primo importante passo abbiamo adeguato, in alcuni aspetti fondamentali, la normativa gia` esistente. In aula ho preso l`impegno a portare in Consiglio, entro il 2012, la Legge di riforma urbanistica e ho offerto la mia disponibilita` a rivedere la legge sul Piano casa nelle parti in cui e` migliorabile. Colgo l``occasione per sottolineare che il nostro testo normativo sta suscitando gia` l'interesse di molte Regioni italiane, come registrato, tra l'altro, anche in occasione dell'ultimo convegno nazionale dell'Inu che si e` tenuto a Bologna la scorsa settimana, nel corso del quale l'esperienza delle Marche e` stata indicata come modello interessante da perseguire'.
Italia 7 - Tg del 15 novembre 2011
Da: Ufficio stampa Regione Marche
martedì 5 luglio 2011
PROPOSTA DI LEGGE PER LA RIQUALIFICAZIONE URBANA SOSTENIBILE E L'ASSETTO IDROGEOLOGICO - 2
'Rinnovare le citta` costruite' per rilanciare il settore edilizio, contenere il consumo dei suoli, recuperare le aree degradate. A questo concetto si ispira la proposta di legge sulla riqualificazione urbana che la Giunta regionale ha inviato all'Assemblea legislativa per l'approvazione. Il testo e` all'esame della 4a Commissione consiliare e anticipa alcuni contenuti della nuova legge regionale sull'urbanistica che la Regione sta elaborando.
E'TG DEL 23 GIUGNO 2011
E'TG DEL 23 GIUGNO 2011
'E` la seconda normativa che, in un anno, la Giunta regionale ha emanato per sostenere il comparto edilizio e garantire solide basi alla crescita economica delle Marche - afferma l'assessore al Territorio, Luigi Viventi - Dopo il Piano casa dei primi mesi del 2011, le previsioni in esso contenute vengono ora rafforzate con scelte innovative che tendono a favorire gli interventi, rendendoli piu` vantaggiosi e facilitandone la realizzazione attraverso procedure piu` snelle. Novita` che non sono sfuggite ad altre amministrazioni regionali, tanto che la Regione Friuli Venezia Giulia ha chiesto di poter visionare quanto abbiamo predisposto con i nostri tecnici'. I contenuti della nuova proposta di legge sono stati illustrati in una conferenza stampa alla quale, insieme a Viventi, hanno partecipato i dirigenti dei servizi Territorio, Antonio Minetti, e Legislativo, Paolo Londrillo. Gli obiettivi della proposta di legge vengono conseguiti con strumenti urbanistici snelli, denominati Poru (Programmi operativi per la riqualificazione urbana). Sono definiti dalle amministrazioni comunali, anche acquisendo idee e proposte formulate dai cittadini. Possono prevedere piu` aree d'intervento. Una prima novita` e` rappresentata dalla possibilita` di predisporre Poru intercomunali, che coinvolgono aree di confine, prevedendo interventi di riqualificazione programmati in maniera congiunta e coordinata. Altra novita` e` rappresentata dalla cosiddetta 'premialita`': per favorire l'avvio delle riqualificazioni, la proposta di legge prevede che il Poru possa consentire incrementi sino al 10 per cento degli indici edificatori fissati nei Piani regolatori vigenti, elevabili al 15 per cento nei Programmi intercomunali (recupero di zone appartenenti a piu` Comuni). Un ulteriore premio viene previsto per le progettazioni di qualita`: un 5 per cento aggiuntivo va riconosciuto agli interventi realizzato attraverso concorsi di architettura, che garantiscono un recupero del costruito secondo i migliori parametri qualitativi. Inoltre, se gli incrementi volumetrici non superano questi valori (il 10 per cento comunale, il 15 per cento intercomunale, entrambi eventualmente maggiorati dal 5 per cento dei concorsi di architettura), i Poru sono approvati direttamente dai Comuni, senza il previsto passaggio in Provincia, riducendo i tempi di adozione da circa due anni a tre o quattro mesi. Questa possibilita` agevola il lavoro delle stesse Province, che possono concentrarsi sulle grandi progettazioni urbanistiche, lasciando ai Comuni quelle di interesse locale.
Una terza, rilevante, novita` contenuta nella proposta di legge, riguarda la perequazione urbanistica, gia` sperimentata in altri contesti regionali, ancora non diffusa nelle Marche. Oltre che nei Poru, puo` essere applicata in tutti i Piani regolatori vigenti. Consente una redistribuzione equa del valore aggiunto creato dalla trasformazione fra i proprietari interessati. I diritti edificatori vengono ripartiti, secondo il capitale investito, tra i titolari delle aree urbane recuperate, in modo da garantire ai Comuni la disponibilita` di suoli da destinare a verde o attrezzature pubbliche.
TV CENTRO MARCHE DEL 23 GIUGNO 2011
Il testo, inoltre, dispone che gli interventi urbanistici vengano subordinati a una'attenta verifica degli assetti idrogeologi delle aree riqualificate. Infine, per orientare le trasformazioni urbane verso la riqualificazione dei quartieri esistenti, nelle norme transitorie e` previsto il blocco temporaneo di ulteriori espansioni delle aree edificabili nei Comuni che non abbiano completato almeno il 90 per cento di quelle gia` previste (fatta salva la possibilita` di ampliamento per le attivita` produttive gia` insediate).
PROPOSTA DI LEGGE PER LA RIQUALIFICAZIONE URBANA SOSTENIBILE E L'ASSETTO IDROGEOLOGICO - 1
LEGGI LA PROPOSTA DI LEGGE PORTATA IN GIUNTA DALL'ASSESSORE VIVENTI
Rilanciare il settore edilizio, contrastare il degrado dei centri urbani, limitare il consumo del suolo puntando sugli interventi di riqualificazione. Sono i tre obiettivi di una proposta di legge della Giunta regionale, trasmessa all'Assemblea legislativa per l'approvazione, che anticipa la riforma complessiva della normativa sul governo del territorio su cui la Regione e` impegnata. Il testo approvato dalla Giunta prevede procedure piu` snelle per la riqualificazione urbana. La riqualificazione viene condotta attraverso uno strumento urbanistico semplice e unitario ' il Poru (Programma operativo per la riqualificazione urbana) ' che l'amministrazione comunale provvede a definire anche acquisendo idee e proposte da parte dei cittadini interessati. Il Poru si applica a zone gia` urbanizzate, ha valore di Piano particolareggiato e organizza le operazioni di riqualificazione in un coerente disegno urbano finalizzato a migliorare la qualita` della citta` anche attraverso l'incremento delle prestazioni ecologico-ambientali ed energetiche dell'insediamento urbano. Per favorire l'avvio delle operazioni di riqualificazione, la proposta di legge prevede che il Poru possa consentire incrementi sino al 10 per cento degli indici edificatori fissati nei Piani regolatori vigenti, elevabili al 15 per cento nei Programmi intercomunali (recupero di zone appartenenti a piu` Comuni). Per premiare maggiormente la qualita` delle trasformazioni urbane, un ulteriore 5 per cento viene riconosciuto agli interventi realizzati attraverso concorsi di architettura. Il Poru e` approvato attraverso una procedura semplificata, condotta dal Comune che lo promuove. Un'altra novita` introdotta dalla proposta di legge riguarda la 'perequazione urbanistica' che potra` essere applicata, oltre che nei Poru, in tutti i Piani regolatori della regione. Per conseguire, da un lato, l'equo trattamento dei proprietari interessati alle operazioni di riqualificazione urbana e per garantire, dall'altro, una disponibilita` di suoli per i Comuni, da destinare a verde o attrezzature pubbliche, i diritti edificatori vengono ripartiti, pro quota, tra i titolari delle aree oggetto di trasformazione e potranno poi essere trasferiti per realizzare interventi piu` coerenti. Una parte significativa del testo inviato all'Assemblea legislativa e` dedicata alla sicurezza idrogeologica delle aree urbane recuperate e riqualificate attraverso la verifica di compatibilita` idraulica degli interventi previsti applicata agli strumenti urbanistici. Per orientare le trasformazioni urbane che si attiveranno nelle Marche verso la riqualificazione dei quartieri esistenti, nelle norme transitorie e` previsto il blocco temporaneo di ulteriori espansioni delle aree edificabili nei Comuni che non abbiano completato almeno il 90 per cento di quelle gia` previste (fatta salva la possibilita` di ampliamento per le attivita` produttive gia` insediate). 'Attraverso questa proposta di legge ' sintetizza l'assessore al Territorio, Luigi Viventi ' la Regione punta a migliorare il sistema abitativo e territoriale, favorendo la trasformazione urbana a scapito del consumo di suolo. Si investe sull'urbanizzato per non cementificare altre aree, prevedendo spazi pubblici di qualita`, la modernizzazione delle reti infrastrutturali, il miglioramento dell'efficienza energetica, il recupero dei quartieri degradati'.
da Ufficio stampa regione Marche - 15 giugno 2011
Rilanciare il settore edilizio, contrastare il degrado dei centri urbani, limitare il consumo del suolo puntando sugli interventi di riqualificazione. Sono i tre obiettivi di una proposta di legge della Giunta regionale, trasmessa all'Assemblea legislativa per l'approvazione, che anticipa la riforma complessiva della normativa sul governo del territorio su cui la Regione e` impegnata. Il testo approvato dalla Giunta prevede procedure piu` snelle per la riqualificazione urbana. La riqualificazione viene condotta attraverso uno strumento urbanistico semplice e unitario ' il Poru (Programma operativo per la riqualificazione urbana) ' che l'amministrazione comunale provvede a definire anche acquisendo idee e proposte da parte dei cittadini interessati. Il Poru si applica a zone gia` urbanizzate, ha valore di Piano particolareggiato e organizza le operazioni di riqualificazione in un coerente disegno urbano finalizzato a migliorare la qualita` della citta` anche attraverso l'incremento delle prestazioni ecologico-ambientali ed energetiche dell'insediamento urbano. Per favorire l'avvio delle operazioni di riqualificazione, la proposta di legge prevede che il Poru possa consentire incrementi sino al 10 per cento degli indici edificatori fissati nei Piani regolatori vigenti, elevabili al 15 per cento nei Programmi intercomunali (recupero di zone appartenenti a piu` Comuni). Per premiare maggiormente la qualita` delle trasformazioni urbane, un ulteriore 5 per cento viene riconosciuto agli interventi realizzati attraverso concorsi di architettura. Il Poru e` approvato attraverso una procedura semplificata, condotta dal Comune che lo promuove. Un'altra novita` introdotta dalla proposta di legge riguarda la 'perequazione urbanistica' che potra` essere applicata, oltre che nei Poru, in tutti i Piani regolatori della regione. Per conseguire, da un lato, l'equo trattamento dei proprietari interessati alle operazioni di riqualificazione urbana e per garantire, dall'altro, una disponibilita` di suoli per i Comuni, da destinare a verde o attrezzature pubbliche, i diritti edificatori vengono ripartiti, pro quota, tra i titolari delle aree oggetto di trasformazione e potranno poi essere trasferiti per realizzare interventi piu` coerenti. Una parte significativa del testo inviato all'Assemblea legislativa e` dedicata alla sicurezza idrogeologica delle aree urbane recuperate e riqualificate attraverso la verifica di compatibilita` idraulica degli interventi previsti applicata agli strumenti urbanistici. Per orientare le trasformazioni urbane che si attiveranno nelle Marche verso la riqualificazione dei quartieri esistenti, nelle norme transitorie e` previsto il blocco temporaneo di ulteriori espansioni delle aree edificabili nei Comuni che non abbiano completato almeno il 90 per cento di quelle gia` previste (fatta salva la possibilita` di ampliamento per le attivita` produttive gia` insediate). 'Attraverso questa proposta di legge ' sintetizza l'assessore al Territorio, Luigi Viventi ' la Regione punta a migliorare il sistema abitativo e territoriale, favorendo la trasformazione urbana a scapito del consumo di suolo. Si investe sull'urbanizzato per non cementificare altre aree, prevedendo spazi pubblici di qualita`, la modernizzazione delle reti infrastrutturali, il miglioramento dell'efficienza energetica, il recupero dei quartieri degradati'.
da Ufficio stampa regione Marche - 15 giugno 2011
lunedì 11 aprile 2011
TASSA SULLE DISGRAZIE, VIVENTI: “NO ALL’ITALIA A DUE VELOCITA’ ”
La Regione determinata a tutelare i diritti della comunità marchigiana
L’assessore: “Presto la nuova Legge urbanistica per fronteggiare il dissesto idrogeologico”
Dopo i danni gravi che le Marche hanno subito il mese scorso, in seguito alla forte ondata di maltempo, le Marche sono state colpite anche dalla previsione del decreto Milleproroghe, secondo il quale le Regioni interessate da calamità hanno l`onere obbligatorio di reperire autonomamente i fondi necessari per gli interventi di emergenza e di ricostruzione. Ci si chiede di agire sulla manovra di bilancio (già fortemente penalizzata dai precedenti tagli, che ammontano a 180 milioni di euro su 220 di trasferimenti statali), di aumentare l'Irpef, l'Irap, il prezzo della benzina. Questo vuol dire penalizzare tutti i cittadini, a partire dalle imprese, fino ai privati e, soprattutto, alle fasce più deboli. La determinazione del presidente Spacca a cercare la strada del dialogo con la presidenza del Consiglio dei ministri ha dimostrato l'altissimo senso di responsabilità di questa Giunta regionale, che come stile sceglie, prima di tutto, il dialogo. Le nostre richieste sono state però ignorate dal Governo centrale e per questo asbbiamo intrapreso la strada del ricorso alla Corte costituzionale, per tutelare i diritti della nostra comunità e per garantire i principi costituzionali di solidarietà ed equità di trattamento.
Non è possibile che dentro lo stesso decreto, per far fronte ad analoghi eventi calamitosi, regioni come il Veneto abbiano visto riconoscersi ulteriori 60 milioni di euro, oltre ai 300 precedentemente stanziati, e a territori come il nostro si sia chiesto invece di provvedere da soli. A 150 anni dall'Unità d'Italia credo sia lecito auspicare che certi errori del passato non si compiano più, che il Nord e il resto del Paese non debbano più viaggiare a due velocità, l'una spesso a spese dell'altra.
Ritengo importante, a questo proposito, ringraziare i parlamentari marchigiani del centrosinistra, che, con la loro azione hanno affiancato i capigruppo Franceschini, Di Pietro, Della Vedova, Tabacci e il segretario nazionale Udc Cesa, primo firmatario di una mozione con cui è stato chiesto al Governo di rivedere l’applicazione del decreto Milleproroghe. Era questo che ci aspettavamo: l’opportunità di fare fronte comune. Opportunità i cui esiti, purtroppo, oggi rischiano di essere attenuati dalle esitazioni del centro destra su questo argomento e dalla mancanza assoluta di risposte del governo nazionale.
Da parte mia, oltre all’impegno personale posto nel seguire quotidianamente questa vicenda tra le Marche e Roma, sottolineo la determinazione a condurre tutte le azioni di nostra competenza per fronteggiare il dissesto idrogeologico insieme con l’assessore all’Ambiente Donati, nonché la politica dell’assessorato all’Urbanistica volta a individuare nuovi strumenti strutturali per il governo del territorio, ormai assolutamente indispensabili per fronteggiare e prevenire, per quanto possibile, gli episodi di calamità dovuti al maltempo.
La Legge urbanistica regionale, oggi in fase di elaborazione, avrà alla base alcune opzioni strategiche tese a limitare e a razionalizzare l’uso del territorio. Il lavoro condotto fino a oggi dal mio Assessorato su questo tema intende porre alla base una serie di criteri fondamentali: la valorizzazione dell’area vasta, la determinazione a costruire sul costruito, l’addensamento delle città e la tutela del territorio. Principi base, questi, da ricondurre nel quadro di un rinnovato ruolo di regia da parte della Regione.
da: Segreteria assessore Viventi
Intervento per L'Azione di Fabriano
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