Idee e attività dell'assessore regionale delle Marche ai trasporti, reti di trasporto, mobilità e logistica integrata,riforma dell'organizzazione amministrativa e valorizzazione del personale, sostegno alla famiglia e servizi sociali, cooperazione allo sviluppo, emigrazione, immigrazione, promozione della cooperazione
mercoledì 2 ottobre 2013
mercoledì 17 aprile 2013
SOSTEGNO ALL’EDILIZIA: PDL PER LA PROROGA DEI TERMINI DI INIZIO E FINE LAVORI
Viventi: “Le imprese oggi non possono sopportare ulteriori aggravi”.
La Regione Marche mette in campo un ulteriore provvedimento di sostegno all’edilizia marchigiana, per contrastare l’aggravarsi della crisi, con una proposta di legge che proroga di due anni i termini di inizio e di fine lavori. La proposta è stata presentata alla giunta dall’assessore al Governo del territorio Luigi Viventi. “E’ noto infatti – spiega l’assessore - che molte imprese del settore trovano attualmente difficoltà nel rispettare i termini previsti dai permessi di costruire, e in particolare quello di ultimazione dei lavori, a causa della forte contrazione delle vendite degli immobili”. La normativa vigente prevede infatti il massimo di un anno per l’inizio dei lavori e tre anni per la loro ultimazione, decorsi i quali il permesso decade e la realizzazione della parte dell’intervento non ultimata è subordinata al rilascio di un nuovo permesso di costruire, con conseguente corresponsione di un nuovo contributo. “In questo momento storico di particolare difficoltà economico finanziaria – prosegue Viventi – le imprese edili non riescono a sopportare ulteriori aggravi e quindi la nostra proposta di legge, che intende rendere uniforme la valutazione della concessione su tutto il territorio regionale, stabilisce che su richiesta dei soggetti interessati siano prorogati di due anni i termini di inizio e di ultimazione dei lavori indicati nei permessi di costruire rilasciati prima della data di entrata in vigore della normativa e ancora in corso alla medesima data”. La proroga si applica anche ai termini relativi alle denunce di inizio attività (Dia) e alle segnalazioni certificate di inizio attività (Scia) presentate fino alla stessa data. Una analoga disposizione, che dilata i termini previsti nel testo unico in materia edilizia, è stata da tempo adottata dalla Regione Umbria (n.1/2004) e una norma analoga a quella prevista nelle Marche è contenuta anche in una recente legge della Regione Emilia Romagna (n.16/2012).
da: Ufficio stampa Regione Marche
La Regione Marche mette in campo un ulteriore provvedimento di sostegno all’edilizia marchigiana, per contrastare l’aggravarsi della crisi, con una proposta di legge che proroga di due anni i termini di inizio e di fine lavori. La proposta è stata presentata alla giunta dall’assessore al Governo del territorio Luigi Viventi. “E’ noto infatti – spiega l’assessore - che molte imprese del settore trovano attualmente difficoltà nel rispettare i termini previsti dai permessi di costruire, e in particolare quello di ultimazione dei lavori, a causa della forte contrazione delle vendite degli immobili”. La normativa vigente prevede infatti il massimo di un anno per l’inizio dei lavori e tre anni per la loro ultimazione, decorsi i quali il permesso decade e la realizzazione della parte dell’intervento non ultimata è subordinata al rilascio di un nuovo permesso di costruire, con conseguente corresponsione di un nuovo contributo. “In questo momento storico di particolare difficoltà economico finanziaria – prosegue Viventi – le imprese edili non riescono a sopportare ulteriori aggravi e quindi la nostra proposta di legge, che intende rendere uniforme la valutazione della concessione su tutto il territorio regionale, stabilisce che su richiesta dei soggetti interessati siano prorogati di due anni i termini di inizio e di ultimazione dei lavori indicati nei permessi di costruire rilasciati prima della data di entrata in vigore della normativa e ancora in corso alla medesima data”. La proroga si applica anche ai termini relativi alle denunce di inizio attività (Dia) e alle segnalazioni certificate di inizio attività (Scia) presentate fino alla stessa data. Una analoga disposizione, che dilata i termini previsti nel testo unico in materia edilizia, è stata da tempo adottata dalla Regione Umbria (n.1/2004) e una norma analoga a quella prevista nelle Marche è contenuta anche in una recente legge della Regione Emilia Romagna (n.16/2012).
da: Ufficio stampa Regione Marche
ECONOMICITA’ ED EFFICIENZA CON LA NUOVA LEGGE PER IL TPL
Viventi: abbiamo risposto a esigenze oggettive di risparmio e di riorganizzazione del trasporto regionale
Bacino unico regionale per la programmazione integrata del trasporto pubblico locale e gestione a livello di bacini territoriali che garantiscano il massimo livello di efficienza ed economicità. E’ il contenuto della legge sulla governance del Tpl, approvata dal Consiglio regionale il 16 aprile, su proposta dell’assessore ai Trasporti Luigi Viventi.
“Questa norma – spiega con soddisfazione Viventi - dota la Regione Marche di uno strumento indispensabile sia per esigenze oggettive di risparmio, sia per l’adeguamento al nuovo quadro normativo nazionale. La legge di stabilità pone infatti il raggiungimento di requisiti di efficacia e maggiore competitività sul complesso ferro-gomma come condizione per il trasferimento di una parte cospicua (40%) delle risorse assegnate”. Il testo di riorganizzazione degli assetti del TPL prevede una nuova ripartizione tra Regione ed enti locali: un bacino unico regionale per la programmazione integrata dei servizi automobilistici e ferroviari e ambiti di gestione dei servizi urbani ed extraurbani corrispondenti a quelli delle province marchigiane, in quanto i servizi pubblici di rilevanza economica devono essere gestiti in bacini territoriali che assicurino economie di scala e massima efficienza.
La legge stabilisce che la Giunta regionale approvi il Programma triennale dei servizi di trasporto regionale e locale su gomma e su ferro, previo parere del Consiglio delle autonomie locali. I Comuni capoluogo di provincia e gli altri Comuni con popolazione superiore a 30 mila abitanti o sede non decentrata di Università (in tutto 14) preparano il proprio piano comunale dei servizi. L’affidamento è effettuato dalla Provincia nell’ambito territoriale di competenza e il contratto di servizio, che comprende contemporaneamente sia i servizi urbani sia quelli urbani, è sottoscritto congiuntamente da Regione e Provincia di riferimento.
Bacino unico regionale per la programmazione integrata del trasporto pubblico locale e gestione a livello di bacini territoriali che garantiscano il massimo livello di efficienza ed economicità. E’ il contenuto della legge sulla governance del Tpl, approvata dal Consiglio regionale il 16 aprile, su proposta dell’assessore ai Trasporti Luigi Viventi.
“Questa norma – spiega con soddisfazione Viventi - dota la Regione Marche di uno strumento indispensabile sia per esigenze oggettive di risparmio, sia per l’adeguamento al nuovo quadro normativo nazionale. La legge di stabilità pone infatti il raggiungimento di requisiti di efficacia e maggiore competitività sul complesso ferro-gomma come condizione per il trasferimento di una parte cospicua (40%) delle risorse assegnate”. Il testo di riorganizzazione degli assetti del TPL prevede una nuova ripartizione tra Regione ed enti locali: un bacino unico regionale per la programmazione integrata dei servizi automobilistici e ferroviari e ambiti di gestione dei servizi urbani ed extraurbani corrispondenti a quelli delle province marchigiane, in quanto i servizi pubblici di rilevanza economica devono essere gestiti in bacini territoriali che assicurino economie di scala e massima efficienza.
La legge stabilisce che la Giunta regionale approvi il Programma triennale dei servizi di trasporto regionale e locale su gomma e su ferro, previo parere del Consiglio delle autonomie locali. I Comuni capoluogo di provincia e gli altri Comuni con popolazione superiore a 30 mila abitanti o sede non decentrata di Università (in tutto 14) preparano il proprio piano comunale dei servizi. L’affidamento è effettuato dalla Provincia nell’ambito territoriale di competenza e il contratto di servizio, che comprende contemporaneamente sia i servizi urbani sia quelli urbani, è sottoscritto congiuntamente da Regione e Provincia di riferimento.
martedì 9 aprile 2013
PARTE IL FRECCIAROSSA PER MILANO
Viaggio inaugurale oggi del nuovo collegamento ferroviario
Ancona-Pesaro-Rimini-Bologna-Milano con il treno superveloce Frecciarossa. Finalmente
l’alta velocità arriva nelle Marche e in Romagna portando notevoli vantaggi sia
nei tempi di percorrenza che per le ricadute economiche e turistiche dell’area
adriatica.
“Ben venga la concorrenza – ha detto l’assessore regionale ai Trasporti,
Luigi Viventi – Si tratta di un risultato insperato, specie nell’attuale
contesto economico”. “Un servizio – ha continuato Viventi – che si può
migliorare. Si tratta di una possibilità di crescita che ci fa ben sperare per
il futuro. Peraltro la possibilità di raggiungere il centro di Milano in tre
ore in treno è più concorrenziale e vantaggiosa rispetto al collegamento aereo
tra Ancona e il capoluogo lombardo”.
Il nuovo collegamento porterà i viaggiatori da Ancona a Milano in meno di
tre ore e da Pesaro in 2 ore e 34 minuti. Due i collegamenti giornalieri, con
partenza dal capoluogo dorico alle ore 6.05, fermata a Pesaro alle ore 6.29 e
arrivo a Milano Centrale alle ore 9.04. Il ritorno alle ore 17.45, arrivo a
Pesaro alle ore 20.12 e ad Ancona alle 20.42.
Previste tarfiffe agevolate in SuperEconomy a partire da 19 euro, oltre a
un’ampia gamma di offerte e promozioni.
venerdì 22 marzo 2013
NODO DI FALCONARA: OK DEFINITIVO DEL CIPE - PUO' PARTIRE IL BANDO
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ASCOLI-PORTO D'ASCOLI: LA PROVINCIA RISPONDA CHIARAMENTE
20-03-2013
Non è la Regione a tirare il freno sui lavori per consentire l’inizio dei servizi di elettrificazione della linea ferroviaria Ascoli – Porto d’Ascoli.
Leggendo oggi i giornali ho l’impressione, al contrario, che si sia innescato un corto circuito a livello provinciale, per cui il ragioniere capo dice di aver scritto una lettera alla Regione, della quale però i miei uffici non hanno traccia e la stessa giunta provinciale non è a conoscenza.
In ogni caso, anche ammesso che la giunta sia inspiegabilmente ignara del problema (visto che io stesso ho inviato due lettere al Presidente su questo argomento), credo che il risalto dato alla questione oggi dalla stampa sia sufficiente per permettere alla Provincia di Ascoli di fornire con sollecitudine le risposte necessarie.
E’ indispensabile fare chiarezza in tempi brevissimi, per rispettare l’impegno preso con la comunità e con il territorio, garantendo nei tempi prestabiliti e cioè per il 9 giugno, un servizio strategico e più volte richiesto dai cittadini, al quale, per questi motivi, la Regione tiene moltissimo.
a cura di: Segreteria assessorato
inviata a redazione Corriere Adriatco, in risposta all'articolo del 20-03-2013 - Ed.ne Ascoli
Leggendo oggi i giornali ho l’impressione, al contrario, che si sia innescato un corto circuito a livello provinciale, per cui il ragioniere capo dice di aver scritto una lettera alla Regione, della quale però i miei uffici non hanno traccia e la stessa giunta provinciale non è a conoscenza.
In ogni caso, anche ammesso che la giunta sia inspiegabilmente ignara del problema (visto che io stesso ho inviato due lettere al Presidente su questo argomento), credo che il risalto dato alla questione oggi dalla stampa sia sufficiente per permettere alla Provincia di Ascoli di fornire con sollecitudine le risposte necessarie.
E’ indispensabile fare chiarezza in tempi brevissimi, per rispettare l’impegno preso con la comunità e con il territorio, garantendo nei tempi prestabiliti e cioè per il 9 giugno, un servizio strategico e più volte richiesto dai cittadini, al quale, per questi motivi, la Regione tiene moltissimo.
a cura di: Segreteria assessorato
inviata a redazione Corriere Adriatco, in risposta all'articolo del 20-03-2013 - Ed.ne Ascoli
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ELETTRIFICAZIONE ASCOLI-PORTO D’ASCOLI: MANCANO I FONDI DELLA PROVINCIA, PARTENZA A RISCHIO
19-03-2013
“La partenza dei servizi di elettrificazione sulla linea ferroviaria Ascoli-Porto d’Ascoli è seriamente a rischio, poiché, a oggi, la Provincia di Ascoli Piceno non ha stanziato la somma necessaria, di propria competenza, per concorrere al rifacimento dei marciapiedi delle stazioni, funzionale alla fermata dei nuovi tipi di convoglio”. Lo comunica l’assessore regionale ai Trasporti, Luigi Viventi, che, nelle scorse settimane, ha più volte sollecitato il presidente Celani allo stanziamento, senza però ricevere, fino a questo momento, alcuna risposta. “È a questo punto assolutamente necessario avere, in tempi brevissimi, notizie dalla Provincia di Ascoli – afferma Viventi - poiché queste opere sono indispensabili e urgenti per l’attivazione dell’elettrificazione, fissata per il 9 giugno e, a nostro avviso, improcrastinabile, vista la strategicità del servizio per la comunità marchigiana e, in particolare, per quella ascolana”. La Giunta regionale ha recentemente deliberato la concessione del proprio contributo per l’adeguamento delle banchine alla sosta dei treni elettrici. In base a un accordo di programma promosso nei mesi scorsi, è stata stabilita la compartecipazione ai lavori di tutti i soggetti interessati: Regione Marche, Provincia di Ascoli, Rfi e Comuni interessati dalla fermate. “Se la Provincia non sarà in grado di procedere alla copertura della somma di 105 mila euro, l’unica di sua competenza, a fronte di un investimento totale di circa dieci milioni – spiega Viventi – dovremo fermare i lavori e quindi ritardare l’attivazione di un servizio fondamentale per il territorio ascolano”.
da: ufficio Stampa Regione Marche
“La partenza dei servizi di elettrificazione sulla linea ferroviaria Ascoli-Porto d’Ascoli è seriamente a rischio, poiché, a oggi, la Provincia di Ascoli Piceno non ha stanziato la somma necessaria, di propria competenza, per concorrere al rifacimento dei marciapiedi delle stazioni, funzionale alla fermata dei nuovi tipi di convoglio”. Lo comunica l’assessore regionale ai Trasporti, Luigi Viventi, che, nelle scorse settimane, ha più volte sollecitato il presidente Celani allo stanziamento, senza però ricevere, fino a questo momento, alcuna risposta. “È a questo punto assolutamente necessario avere, in tempi brevissimi, notizie dalla Provincia di Ascoli – afferma Viventi - poiché queste opere sono indispensabili e urgenti per l’attivazione dell’elettrificazione, fissata per il 9 giugno e, a nostro avviso, improcrastinabile, vista la strategicità del servizio per la comunità marchigiana e, in particolare, per quella ascolana”. La Giunta regionale ha recentemente deliberato la concessione del proprio contributo per l’adeguamento delle banchine alla sosta dei treni elettrici. In base a un accordo di programma promosso nei mesi scorsi, è stata stabilita la compartecipazione ai lavori di tutti i soggetti interessati: Regione Marche, Provincia di Ascoli, Rfi e Comuni interessati dalla fermate. “Se la Provincia non sarà in grado di procedere alla copertura della somma di 105 mila euro, l’unica di sua competenza, a fronte di un investimento totale di circa dieci milioni – spiega Viventi – dovremo fermare i lavori e quindi ritardare l’attivazione di un servizio fondamentale per il territorio ascolano”.
da: ufficio Stampa Regione Marche
lunedì 4 marzo 2013
ARRIVA L'ALTA VELOCITA' - VIVENTI: "LAVORO PREMIATO, FINALMENTE ABBIAMO RAGGIUNTO QUESTO TRAGUARDO"
Dal 14 aprile tra Ancona e Milano si viaggerà in Frecciarossa. Arriva finalmente l’alta velocità che collegherà il capoluogo marchigiano con il nord Italia e l’assessore regionale ai Trasporti Luigi Viventi non nasconde la sua soddisfazione: “Le Marche si sono agganciate all’alta velocità, ormai il traguardo è raggiunto. Solo due anni fa l’alta velocità era un sogno, ma noi abbiamo lavorato moltissimo per questo obiettivo, esercitando continue pressioni su Trenitalia. Riteniamo infatti questo uno degli obiettivi indispensabili da conseguire, per il superamento dell’isolamento che per troppi anni ha penalizzato il sistema dei trasporti e delle infrastrutture della nostra regione”. “Sicuramente – aggiunge Viventi - anche l’ingresso di un concorrente (la Ntv ndr) che ha presentato il suo progetto per l’alta velocità sulla stessa tratta è stato importante”.
La nuova corsa di linea Frecciarossa 9592 in direzione Nord partirà da Ancona alle 6.05 con fermate a Pesaro (a. 6.29 - p. 6.30), Rimini (a. 6.48 - p. 6.50), Bologna (a. 7.52 - p. 7.55) e arrivo a Milano Centrale alle 9.04. Il nuovo Frecciarossa 9591 Milano – Ancona partirà da Milano Centrale alle 17.45, con fermate a Bologna Centrale (a. 18.55 - p. 18.58), Rimini (a. 19.52 - p. 19.54), Pesaro (a. 20.12 - p. 20.14) e arrivo ad Ancona alle 20.42.
I biglietti (con varie tariffe, tra cui la supereconomy da 19 euro) sono acquistabili dal 4 marzo su tutti i canali di vendita Trenitalia e nelle oltre 5mila agenzie di viaggio convenzionate.
lunedì 21 gennaio 2013
NUOVA LEGGE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO: IMPEGNO RISPETTATO
La nuova legge per il governo del territorio marchigiano è ormai concretamente sul tavolo del confronto tra gli enti, le categorie e i soggetti interessati. E il lavoro avviato dall’esecutivo regionale ha posto le basi per giungere celermente all’approvazione.
La giunta, infatti, nella seduta del 14 gennaio ha esaminato una proposta di testo, presentata dall’assessore all’Urbanistica Luigi Viventi, che contiene alcuni elementi innovativi ormai indispensabili e che, di fatto, supera l’ormai datata legge regionale del 1992, oltre vent’anni fa. “Abbiamo mantenuto - afferma Viventi – la promessa di dare un avvio concreto all’iter per l’elaborazione del nuovo testo entro l’inizio di quest’anno”. L’esecutivo, nel valutare positivamente la proposta, ha dato mandato alla struttura regionale di avviare la consultazione dei soggetti interessati, per recepire utili indicazioni prima dell’avvio della discussione consiliare.
Il testo affronta un insieme di temi complessi, nell'ottica della semplificazione, abrogando tre leggi regionali oggi vigenti e le relative leggi di modifica. Oltre ad allineare la Regione Marche allo stato della legislazione ormai condiviso da quasi tutte le Regioni italiane, intende rispondere ad alcune specifiche esigenze del territorio marchigiano, che negli ultimi anni ha subito trasformazioni notevoli caratterizzate da fenomeni come la dispersione urbana, l’integrazione degli insediamenti e la formazione di veri e propri sistemi urbani.
Il disposto normativo si basa su alcuni elementi fondamentali, quali il ruolo di regia della Regione nella elaborazione delle strategie generali per il governo del territorio, la suddivisione di quest'ultimo in zone di area vasta, lo snellimento delle procedure di pianificazione urbanistica a livello comunale.
Il testo ribadisce inoltre i concetti fondamentali già affermati con la legge regionale sulla riqualificazione urbana sostenibile (22/2011): costruire sul costruito, perequazione e compensazione. Si riafferma infine lo strumento operativo del Poru, attraverso cui il Comune definisce un coerente disegno urbano finalizzato a migliorare la qualità della città e del paesaggio, limitando l'ulteriore urbanizzazione del territorio, nonché a incrementare le prestazioni ecologico-ambientali ed energetiche degli insediamenti.
La legge supera il vecchio Prg e introduce il Piano strutturale intercomunale (Pisi), un’innovazione che potrà diventare un riferimento anche a livello nazionale. Il piano intercomunale, da costruire e approvare in un’ottica di copianificazione, ovvero condivisione e perequazione tra gli enti locali, sarà elaborato da tutti gli enti concorrenti nella responsabilità territoriale. Sarà un piano di indirizzi e di strategie, un vero e proprio masterplan, che descrive e fissa la struttura portante del territorio di interesse, rifiutando esplicitamente ogni definizione di dettaglio edilizio e fissando le regole del governo del territorio per tutti i Comuni compresi nell’ambito di pianificazione.
Lo strumento di governo di tutte le trasformazioni che non coinvolgono la scala territoriale più ampia, che potrà essere implementato dai piani attuativi o dagli interventi edilizi diretti, sarà il Piano operativo comunale (Poc), approvato dal solo Comune, con evidente risparmio di tempo rispetto alle attuali procedure, che coinvolgono anche il livello provinciale. Il Poc è da realizzare di norma nei cinque anni di durata di un mandato amministrativo comunale.
Tra i principali aspetti che caratterizzano il testo in esame si possono dunque indicare: l’introduzione del principio di collaborazione interistituzionale tra Regione, Provincia e Comuni sulle scelte fondamentali per il governo del territorio; una più aggiornata declinazione del principio di sussidiarietà applicato alla pianificazione del territorio, con la conseguente attribuzione di importanti funzioni alla scala intercomunale e comunale; l’integrazione preventiva del principio di sostenibilità ambientale negli strumenti della pianificazione urbanistica, con una forte attenzione alla conservazione delle risorse primarie quali il territorio, il paesaggio, l’ambiente e il suolo, che parte dalla riqualificazione degli ambienti esistenti; il superamento dell’attuale logica soltanto quantitativa degli standard, in favore della previsione di standard e obiettivi di qualità urbana, ambientale e paesaggistica.
Il testo esaminato dalla giunta ha come base il lavoro svolto negli ultimi anni da un tavolo tecnico regionale, al quale hanno contribuito diversi servizi interni, insieme con i rappresentanti degli enti locali e dell’Istituto nazionale di urbanistica. Il testo attuale è perciò il frutto di una riflessione progredita nel tempo, che tiene conto delle evoluzioni pratiche e teoriche che si sono avute in materia urbanistica, in relazione sia alla governance locale, sia agli esiti delle leggi approvate da altre regioni.
Ora, su espresso mandato dell’esecutivo, avrà luogo il confronto con gli enti e le categorie e con tutti i soggetti interessati. Per questo motivo la Regione, attraverso l’assessorato all’Urbanistica, ha pianificato una serie di incontri e di tavoli. Al termine di questo percorso partecipativo si potrà dare il via all’iter istituzionale che approderà all’aula consiliare per la definitiva approvazione.
Il primo invito, per la fine del mese di gennaio, è stato rivolto ad Anci, Upi, Uncem, Ance, università marchigiane, associazioni di categoria, ordini professionali, segreterie regionali dei sindacati, associazioni ambientalistiche, Istituto nazionale di urbanistica, Zipa, Consip, Istao, Parchi, Comunità montane, Sovrinntendenza, Corpo forestale dello Stato, Arpam, Ministero delle infrastrutture, Unioni dei Comuni.
Si intende quindi avviare un confronto molto ampio, in cui raccogliere le prime osservazioni, per mettere in calendario anche i successivi incontri in base alle esigenze e alle proposte emerse da questa prima occasione di dibattito.
da: Segreteria assessorato
La giunta, infatti, nella seduta del 14 gennaio ha esaminato una proposta di testo, presentata dall’assessore all’Urbanistica Luigi Viventi, che contiene alcuni elementi innovativi ormai indispensabili e che, di fatto, supera l’ormai datata legge regionale del 1992, oltre vent’anni fa. “Abbiamo mantenuto - afferma Viventi – la promessa di dare un avvio concreto all’iter per l’elaborazione del nuovo testo entro l’inizio di quest’anno”. L’esecutivo, nel valutare positivamente la proposta, ha dato mandato alla struttura regionale di avviare la consultazione dei soggetti interessati, per recepire utili indicazioni prima dell’avvio della discussione consiliare.
Il testo affronta un insieme di temi complessi, nell'ottica della semplificazione, abrogando tre leggi regionali oggi vigenti e le relative leggi di modifica. Oltre ad allineare la Regione Marche allo stato della legislazione ormai condiviso da quasi tutte le Regioni italiane, intende rispondere ad alcune specifiche esigenze del territorio marchigiano, che negli ultimi anni ha subito trasformazioni notevoli caratterizzate da fenomeni come la dispersione urbana, l’integrazione degli insediamenti e la formazione di veri e propri sistemi urbani.
Il disposto normativo si basa su alcuni elementi fondamentali, quali il ruolo di regia della Regione nella elaborazione delle strategie generali per il governo del territorio, la suddivisione di quest'ultimo in zone di area vasta, lo snellimento delle procedure di pianificazione urbanistica a livello comunale.
Il testo ribadisce inoltre i concetti fondamentali già affermati con la legge regionale sulla riqualificazione urbana sostenibile (22/2011): costruire sul costruito, perequazione e compensazione. Si riafferma infine lo strumento operativo del Poru, attraverso cui il Comune definisce un coerente disegno urbano finalizzato a migliorare la qualità della città e del paesaggio, limitando l'ulteriore urbanizzazione del territorio, nonché a incrementare le prestazioni ecologico-ambientali ed energetiche degli insediamenti.
La legge supera il vecchio Prg e introduce il Piano strutturale intercomunale (Pisi), un’innovazione che potrà diventare un riferimento anche a livello nazionale. Il piano intercomunale, da costruire e approvare in un’ottica di copianificazione, ovvero condivisione e perequazione tra gli enti locali, sarà elaborato da tutti gli enti concorrenti nella responsabilità territoriale. Sarà un piano di indirizzi e di strategie, un vero e proprio masterplan, che descrive e fissa la struttura portante del territorio di interesse, rifiutando esplicitamente ogni definizione di dettaglio edilizio e fissando le regole del governo del territorio per tutti i Comuni compresi nell’ambito di pianificazione.
Lo strumento di governo di tutte le trasformazioni che non coinvolgono la scala territoriale più ampia, che potrà essere implementato dai piani attuativi o dagli interventi edilizi diretti, sarà il Piano operativo comunale (Poc), approvato dal solo Comune, con evidente risparmio di tempo rispetto alle attuali procedure, che coinvolgono anche il livello provinciale. Il Poc è da realizzare di norma nei cinque anni di durata di un mandato amministrativo comunale.
Tra i principali aspetti che caratterizzano il testo in esame si possono dunque indicare: l’introduzione del principio di collaborazione interistituzionale tra Regione, Provincia e Comuni sulle scelte fondamentali per il governo del territorio; una più aggiornata declinazione del principio di sussidiarietà applicato alla pianificazione del territorio, con la conseguente attribuzione di importanti funzioni alla scala intercomunale e comunale; l’integrazione preventiva del principio di sostenibilità ambientale negli strumenti della pianificazione urbanistica, con una forte attenzione alla conservazione delle risorse primarie quali il territorio, il paesaggio, l’ambiente e il suolo, che parte dalla riqualificazione degli ambienti esistenti; il superamento dell’attuale logica soltanto quantitativa degli standard, in favore della previsione di standard e obiettivi di qualità urbana, ambientale e paesaggistica.
Il testo esaminato dalla giunta ha come base il lavoro svolto negli ultimi anni da un tavolo tecnico regionale, al quale hanno contribuito diversi servizi interni, insieme con i rappresentanti degli enti locali e dell’Istituto nazionale di urbanistica. Il testo attuale è perciò il frutto di una riflessione progredita nel tempo, che tiene conto delle evoluzioni pratiche e teoriche che si sono avute in materia urbanistica, in relazione sia alla governance locale, sia agli esiti delle leggi approvate da altre regioni.
Ora, su espresso mandato dell’esecutivo, avrà luogo il confronto con gli enti e le categorie e con tutti i soggetti interessati. Per questo motivo la Regione, attraverso l’assessorato all’Urbanistica, ha pianificato una serie di incontri e di tavoli. Al termine di questo percorso partecipativo si potrà dare il via all’iter istituzionale che approderà all’aula consiliare per la definitiva approvazione.
Il primo invito, per la fine del mese di gennaio, è stato rivolto ad Anci, Upi, Uncem, Ance, università marchigiane, associazioni di categoria, ordini professionali, segreterie regionali dei sindacati, associazioni ambientalistiche, Istituto nazionale di urbanistica, Zipa, Consip, Istao, Parchi, Comunità montane, Sovrinntendenza, Corpo forestale dello Stato, Arpam, Ministero delle infrastrutture, Unioni dei Comuni.
Si intende quindi avviare un confronto molto ampio, in cui raccogliere le prime osservazioni, per mettere in calendario anche i successivi incontri in base alle esigenze e alle proposte emerse da questa prima occasione di dibattito.
da: Segreteria assessorato
venerdì 11 gennaio 2013
CANDIDATURE: RESTO IN REGIONE
In merito alle notizie di stampa degli ultimi giorni, che hanno riguardato le candidature per le prossime consultazioni politiche, all’interno delle quali è stato inserito anche il mio nome, faccio presente che non sono candidato e non intendo candidarmi, poiché ritengo opportuno portare a termine gli impegni assunti in Regione come assessore. Sono infatti numerose e delicate le questioni attualmente sul tappeto, che riguardano direttamente le deleghe a me assegnate: la redazione e l’approvazione della nuova legge urbanistica, la riorganizzazione del trasporto pubblico locale nella fase critica del taglio generalizzato delle risorse che in questo settore strategico non può ulteriormente penalizzare i cittadini, la riorganizzazione dell’ente Regione nell’ottica del risparmio e dell’efficientamento, la messa in atto di politiche ormai improcrastinabili nel settore della e-democracy, che può offrire alle Marche importanti occasioni di ripresa e di sviluppo economico.
Per questo motivo, nonostante le numerose richieste giunte dal territorio e anche dal partito centrale, che considero come un incoraggiante riconoscimento positivo del lavoro svolto sin qui, ho ritenuto più utile non interrompere l’impegno assunto nel 2010 a diretto servizio della comunità marchigiana.
da: Segreteria assessorato
Per questo motivo, nonostante le numerose richieste giunte dal territorio e anche dal partito centrale, che considero come un incoraggiante riconoscimento positivo del lavoro svolto sin qui, ho ritenuto più utile non interrompere l’impegno assunto nel 2010 a diretto servizio della comunità marchigiana.
da: Segreteria assessorato
venerdì 28 dicembre 2012
TRASPORTO PASSEGGERI E MERCI. VIVENTI: “L’IMPEGNO E LA SERIETA’ DEL NOSTRO LAVORO PORTANO RISULTATI CONCRETI”
“Ritengo significativo l’intervento dell’ad di Rfi Moretti circa l’impegno della Regione Marche nel rispetto del contratto di servizio con Trenitalia. Questo è sicuramente uno dei fattori che ci ha permesso in questi ultimi mesi di condurre trattative proficue con l’azienda, che hanno portato a ottenere sei milioni di investimenti aggiuntivi entro il 2014, il completamento entro i primi mesi del 2013 dell’elettrificazione della Ascoli-Porto d’Ascoli e un impegno concreto da parte dell’Azienda per recuperare il tempo perduto nella fornitura del materiale rotabile previsto dal contratto di servizio. Questa carenza, infatti, è stata fino a oggi una delle principali responsabili dei disagi sopportati dai pendolari sulle tratte regionali. “Il calendario aggiornato delle consegne prevede, a questo punto, l’impegno per fornire otto nuovi convogli diesel e quattro elettrotreni nuovi per l’inizio del 2014, nonché cinque treni a trazione elettrica sottoposti a restyling, due dei quali recentemente consegnati e tre previsti per il 2013. In particolare, i quattro elettrotreni costituiranno una novità assoluta a livello nazionale e le Marche saranno la prima regione ad avere in servizio questi nuovi modelli di convoglio. “Delle 160 carrozze da ristrutturare previste dal contratto di servizio, infine, 50 arriveranno entro il 2012, 50 entro il 2013, le restanti 60 nel 2014. Oltre a questo, pochi giorni fa abbiamo, come noto, registrato anche la disponibilità di Trenitalia a lavorare per l’introduzione di un servizio veloce di collegamento Ancona Milano. Inoltre, l’intervento di un’altra società, che ha ufficializzato il proprio impegno sull’alta velocità nelle Marche e l’interesse per il trasporto regionale, ha creato una situazione di sana concorrenza di mercato, grazie alla quale oggi possiamo registrare anche la riconferma di una positiva apertura di Trenitalia per migliorare la qualità del trasporto regionale marchigiano, settore nel quale obiettivamente si registrano le carenze più significative. “Sempre in tema di trasporti e logistica, ho il piacere di segnalare, alla fine di quest’anno sicuramente non facile, il raggiungimento di un altro importante risultato: l’approvazione in commissione Trasporti del Parlamento Europeo di un emendamento, che prevede il prolungamento del corridoio Baltico Adriatico fino ad Ancona: una decisione che attribuisce formalmente un ruolo strategico alla nostra regione all’interno della rete europea delle infrastrutture di trasporto, nell’ottica dello sviluppo della macroregione adriatico-ionica”.
da: Ufficio stampa Regione Marche
da: Ufficio stampa Regione Marche
giovedì 13 dicembre 2012
TRENO ITALO: ANCONA-MILANO IN TRE ORE
Riporto qui di seguito il comunicato stampa della Regione Marche sui nuovi progetti per l'alta velocità.
E' un progetto di grande interessa, anche perché introduce la concorrenza in un settore strategico come quello dei trasporti.
Tv Centro Marche - tg del 12/12/12
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Milano-Ancona in 3 ore, con fermate a Bologna, Forlì, Rimini e Pesaro. Italo cresce ancora e progetta lo sbarco nelle Marche. Obiettivo, portare l’Alta Velocità sulla via Adriatica a partire dal prossimo giugno e avvicinare così una delle regioni più produttive del Paese alla capitale lombarda del business. Il piano messo a punto da NTV insieme alla Regione Marche mira a collegare entro sei mesi il territorio marchigiano con Milano e servire un potenziale bacino di popolazione di oltre un milione e 200 mila persone. In accordo con la Regione Marche, NTV è pronta a chiedere al gestore della Infrastruttura RFI le tracce per il nuovo servizio: tre coppie di treni, per un totale di sei viaggi al giorno. L’attivazione della nuova linea sull’Adriatica amplierà ancora il network delle città servite da NTV (dalle 9 attuali per 12 stazioni si passa da giugno a 13 città, per un totale di 16 stazioni) e porterà anche nuova occupazione. I treni Italo dal prossimo giugno percorreranno da Ancona fino a Bologna la tradizionale linea adriatica, per poi immettersi nel nodo emiliano sulla nuova linea ad Alta Velocità. Il tempo di viaggio da Milano ad Ancona sarà così ridotto a sole tre ore. Ogni treno disporrà di circa 400 posti divisi in tre ambienti: “club” per chi viaggia per lavoro; “1° classe” con servizi diretti alla persona; “smart” con elevati livelli di comfort, ma con prezzi più contenuti. “Terminata la fase di ramp up del servizio sulla rete Av – fa notare l’amministratore delegato di NTV Giuseppe Sciarrone – NTV avvia, con questa prima iniziativa con la Regione Marche, la fase di sviluppo su altre direttrici. Iniziamo con l’Adriatica, portando anche su questo grande asse di traffico i vantaggi dell’Alta Velocità. Il servizio sarà assicurato in regime di puro mercato, e quindi, per il momento, arriviamo fino ad Ancona, secondo la strategia di un passo alla volta, riservandoci di valutare la possibilità di portare Italo anche più a Sud”. “Una data importante – dice il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca - L’Alta velocità fa compiere un decisivo passo avanti alla competitività del nostro territorio. Ancona-Milano in 3 ore. Siamo la regione più manifatturiera d’Italia e un collegamento veloce con Milano era non solo indispensabile, ma urgente. Stiamo superando ad ampie falcate il grave gap infrastrutturale che ha caratterizzato la nostra regione nei decenni. Terza corsia dell’autostrada, tre trasversali verso il Tirreno e, ora, l’alta velocità per Milano: un contributo determinante per la crescita del nostro sistema economico e un servizio fondamentale per l’intera comunità. Un ringraziamento a NTV, all’ing. Sciarrone e agli azionisti della società, che hanno dato spazio alla direttrice Adriatica che tanta parte ha nel nostro programma di governo e in particolare a Diego Della Valle, protagonista nella costruzione di questo progetto a cui ha dato un contributo determinante. Questo nuovo servizio, inoltre, offre la possibilità di una concorrenza tra differenti società, con possibilità di notevoli miglioramenti nel prossimo futuro”.
da: ufficio Stampa Regione Marche
E' un progetto di grande interessa, anche perché introduce la concorrenza in un settore strategico come quello dei trasporti.
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Milano-Ancona in 3 ore, con fermate a Bologna, Forlì, Rimini e Pesaro. Italo cresce ancora e progetta lo sbarco nelle Marche. Obiettivo, portare l’Alta Velocità sulla via Adriatica a partire dal prossimo giugno e avvicinare così una delle regioni più produttive del Paese alla capitale lombarda del business. Il piano messo a punto da NTV insieme alla Regione Marche mira a collegare entro sei mesi il territorio marchigiano con Milano e servire un potenziale bacino di popolazione di oltre un milione e 200 mila persone. In accordo con la Regione Marche, NTV è pronta a chiedere al gestore della Infrastruttura RFI le tracce per il nuovo servizio: tre coppie di treni, per un totale di sei viaggi al giorno. L’attivazione della nuova linea sull’Adriatica amplierà ancora il network delle città servite da NTV (dalle 9 attuali per 12 stazioni si passa da giugno a 13 città, per un totale di 16 stazioni) e porterà anche nuova occupazione. I treni Italo dal prossimo giugno percorreranno da Ancona fino a Bologna la tradizionale linea adriatica, per poi immettersi nel nodo emiliano sulla nuova linea ad Alta Velocità. Il tempo di viaggio da Milano ad Ancona sarà così ridotto a sole tre ore. Ogni treno disporrà di circa 400 posti divisi in tre ambienti: “club” per chi viaggia per lavoro; “1° classe” con servizi diretti alla persona; “smart” con elevati livelli di comfort, ma con prezzi più contenuti. “Terminata la fase di ramp up del servizio sulla rete Av – fa notare l’amministratore delegato di NTV Giuseppe Sciarrone – NTV avvia, con questa prima iniziativa con la Regione Marche, la fase di sviluppo su altre direttrici. Iniziamo con l’Adriatica, portando anche su questo grande asse di traffico i vantaggi dell’Alta Velocità. Il servizio sarà assicurato in regime di puro mercato, e quindi, per il momento, arriviamo fino ad Ancona, secondo la strategia di un passo alla volta, riservandoci di valutare la possibilità di portare Italo anche più a Sud”. “Una data importante – dice il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca - L’Alta velocità fa compiere un decisivo passo avanti alla competitività del nostro territorio. Ancona-Milano in 3 ore. Siamo la regione più manifatturiera d’Italia e un collegamento veloce con Milano era non solo indispensabile, ma urgente. Stiamo superando ad ampie falcate il grave gap infrastrutturale che ha caratterizzato la nostra regione nei decenni. Terza corsia dell’autostrada, tre trasversali verso il Tirreno e, ora, l’alta velocità per Milano: un contributo determinante per la crescita del nostro sistema economico e un servizio fondamentale per l’intera comunità. Un ringraziamento a NTV, all’ing. Sciarrone e agli azionisti della società, che hanno dato spazio alla direttrice Adriatica che tanta parte ha nel nostro programma di governo e in particolare a Diego Della Valle, protagonista nella costruzione di questo progetto a cui ha dato un contributo determinante. Questo nuovo servizio, inoltre, offre la possibilità di una concorrenza tra differenti società, con possibilità di notevoli miglioramenti nel prossimo futuro”.
da: ufficio Stampa Regione Marche
mercoledì 12 dicembre 2012
NODO DI FALCONARA. VIA LIBERA DEL CIPE
“Esprimo soddisfazione - afferma l’assessore regionale ai Trasporti Luigi Viventi - per la decisione assunta dal CIPE, riunito ieri a Roma, che dà il via libera al progetto definitivo del Collegamento ferroviario Orte- Falconara con la linea Adriatica-nodo di Falconara”.
“'E' un'opera strategica – prosegue Viventi - che attendiamo da anni, poiché consentirà alle Marche di potenziare i collegamenti con la grande viabilita' ferroviaria nazionale. Le opere previste consentono inoltre di eliminare l'attraversamento delle raffineria Api di Falconara, con evidenti benefici in termini di sicurezza, e di creare una prospettiva interessante per l’utilizzo dell’interporto di Jesi”.
Il nuovo passaggio al Cipe si era reso necessario in seguito alla rimodulazione (in diminuzione da 210 a 174 milioni di euro) dei fondi a disposizione per la prima fase del progetto.
L'intervento consiste nella costruzione di una bretella, a binario semplice, di collegamento fra la linea Orte-Falconara e la linea Adriatica, diretta verso nord, per un lunghezza di 1,5 km (con possibilità di raddoppio quando sarà completato quello dell'intera linea).
“In seguito alla riduzione delle disponibilità finanziarie per il nodo di Falconara – aggiunge l’assessore - il progetto approvato dal Cipe prevede in una prima fase la realizzazione della sola variante di Falconara e in una seconda fase interventi per la nuova stazione di Montemarciano e per l’area cargo di Jesi interporto. In considerazione delle conseguenze che questa decisione comporta per il Comune di Montemarciano in termini di revisione dei piani urbanistici e di mancate opere a servizio del territorio, la Regione si impegna a inserire gli interventi per Montemarciano tra quelli di riqualificazione delle stazioni impresenziate, per l’utilizzo della struttura per usi sociali da parte del Comune, previo comodato d’uso con Rfi”.
da: Segreteria assessorato
venerdì 23 novembre 2012
TRENITALIA: 6 MILIONI DI INVESTIMENTI AGGIUNTIVI NELLE MARCHE, QUASI CONCLUSA L'ELETTRIFICAZIONE DELLA ASCOLI-PORTO D’ASCOLI E POSSIBILI NOVITA' PER IL RIPRISTINO DEL COLLEGAMENTO SERALE ROMA-ANCONA
Sei milioni di investimenti aggiuntivi nelle Marche entro il 2014, l’elettrificazione della Ascoli-Porto d’Ascoli completata entro marzo 2013, impegni per la lunga percorrenza e per ripristinare il collegamento ferroviario Roma-Ancona delle ore 19.00. Sono i risultati dell’intesa che la Regione Marche e Trenitalia hanno raggiunto oggi, nel corso di una riunione presso la sede della Giunta regionale. L’assessore ai Trasporti, Luigi Viventi, ha incontrato l’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, accompagnato dal responsabile della Divisione passeggeri regionali Francesco Cioffi e dal direttore regionale Danilo Antolini.
“Un incontro cordiale – ha commentato Viventi – che ha agevolato la risoluzione di alcuni problemi aperti. Con l’azienda abbiamo instaurato buone relazioni, improntate sulla correttezza e sul rispetto degli impegni contrattuali sottoscritti. Il risultato è stato quello di ottenere il rilancio del piano degli investimenti, che aveva penalizzato le Marche in questi anni”.
“Superata la criticità del 2012, dovuta alla difficoltà di disporre dei fondi nazionali per rispettare i contratti di servizio sottoscritti con le Regioni – ha commentato Soprano – siamo nella condizione di poter spingere sugli investimenti, recuperando ritardi fisiologici. In particolare, con l’elettrificazione della linea Ascoli-Porto d’Ascoli, mettiamo a punto un servizio completamente rivisto, con grandi vantaggi per l’utenza, senza rotture di carico e con maggiore regolarità”. A margine dell’incontro Soprano ha ribadito: “Il trasporto regionale è quello che impegna di più l’azienda. Senza rinnovo del materiale rotabile, la qualità del servizio non potrà salire. Credo che l’intesa di oggi sia un passo importante in questa direzione”.
L’incontro è servito per aggiornare il calendario degli impegni e delle scadenze previste dal contratto di servizio sottoscritto nel 2009. All’inizio del 2014 Trenitalia incrementerà di 6 milioni gli investimenti per le Marche (a ristoro dei ritardi di consegna dei materiali, contestati dalla Regione all’Azienda) e per questa data saranno operativi otto nuovi convogli diesel e quattro elettrotreni nuovi. È inoltre in programma l’arrivo di cinque treni a trazione elettrica sottoposti a restyling. Due sono stati già consegnati in questi giorni e tre sono previsti per il 2013. In particolare i quattro elettrotreni costituiranno una novità assoluta a livello nazionale e le Marche saranno la prima regione ad avere in servizio questi nuovi modelli di convoglio. Nel corso della riunione è stato anche definito il cronoprogramma di recupero delle consegne delle 160 carrozze previste dal contratto di servizio: 50 arriveranno entro il 2012, 50 entro il 2013, le restanti 60 nel 2014. È stato, inoltre, confermato il completamento dei lavori di elettrificazione della Ascoli-Porto d’Ascoli entro marzo 2013 e si è ribadita la volontà di aumentare i servizi sul fronte della lunga percorrenza. Trenitalia, “in tempi brevissimi”, ha detto Soprano, predisporrà una proposta, tecnica ed economica, che sarà sottoposta al ministero dei Trasporti per verificare la possibilità di riattivare il collegamento Roma-Ancona delle ore 19.00. Sollecitata dalla Regione, infine, Trenitalia si è dichiarata disponibile a valutare nuovi collegamenti, lungo la linea adriatica, che utilizzino – a partire dall’orario di giugno 2013 - anche tratti esistenti dell’alta velocità.
da: Ufficio Stampa Regione Marche
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giovedì 15 novembre 2012
LINEA ASCOLI-PORTO D’ASCOLI, DOMANI INCONTRO IN REGIONE CON TRENITALIA E RFI
Si svolgerà domani mattina, nella sede della Regione Marche (Ancona), un incontro con Trenitalia e Rfi, al quale prenderanno parte anche la Provincia di Ascoli Piceno e i Comuni sede di fermata ferroviaria lungo la linea Ascoli-Porto D’Ascoli. “La riunione – spiega l’assessore ai Trasporti, Luigi Viventi – sarà importante soprattutto per fare il punto sui tempi di entrata in vigore dei servizi di elettrificazione, che la Regione ha chiesto di ultimare entro i primi mesi del 2013”. L’intervento sulla tratta permetterà di uniformare la rete ferroviaria, elettrificandola interamente. In questo modo sarà possibile il transito dei convogli verso l’intera rete nazionale, senza alcuna sostituzione della motrice e, quindi , con un guadagno in termini di efficienza e di velocizzazione del servizio. Nel corso dell’incontro di domani saranno prese in esame anche le ipotesi di miglioramento delle stazioni, da attuarsi attraverso intese tra i soggetti e gli enti interessati, volte a reperire le risorse necessarie, in particolare per interventi sui marciapiedi di fermata e su altri spazi funzionali.
da: Ufficio stampa Regione Marche
da: Ufficio stampa Regione Marche
mercoledì 24 ottobre 2012
TPL E RAZIONALIZZAZIONE DEL SETTORE - PROPOSTA DI LEGGE DELLA GIUNTA
(PESARO) – “Con l’approvazione della legge ponte per la governance del Trasporto pubblico locale ci siamo dotati di uno strumento indispensabile per la disciplina del settore, che oggi è improcrastinabile, sia per esigenze oggettive di risparmio, sia per adeguarci al nuovo quadro normativo nazionale”. L’assessore ai Trasporti, Luigi Viventi, commenta con queste parole la proposta di legge ‘Disposizioni urgenti in materia di trasporto pubblico regionale e locale’ che la Giunta ha inviato all’Assemblea legislativa per l’approvazione”. “Il settore dei trasporti – spiega Viventi – necessitava da tempo di una profonda opera di razionalizzazione ed efficientamento e tale azione oggi si rende indispensabile per far fronte alla sempre maggiore riduzione dei trasferimenti da parte del governo centrale. Ricordo che solo nei giorni scorsi abbiamo rischiato di vedere paralizzato l’intero sistema e che questo grave problema è stato risolto grazie al buon esito della trattativa Stato Regioni, che ha recuperato quasi totalmente il budget annuale, che rischiava un ulteriore taglio di più di 500 milioni di euro a livello nazionale. Resta comunque fondamentale la necessità di intervenire. La legge di stabilità pone infatti il raggiungimento di requisiti di efficienza e maggiore competitività sul complesso ferro-gomma come condizione per il trasferimento di una parte cospicua (40%) delle risorse assegnate”. Il testo presentato prevede un bacino unico regionale per la programmazione integrata dei servizi automobilistici e ferroviari e ambiti di gestione dei servizi urbani ed extraurbani corrispondenti a quelli delle province marchigiane, in quanto i servizi pubblici di rilevanza economica devono essere gestiti in bacini territoriali che assicurino economie di scala e massima efficienza. Il testo inviato all’Assemblea legislativa stabilisce che la Giunta regionale approvi il Programma triennale dei servizi di trasporto regionale e locale su gomma e su ferro, previo parere del Consiglio delle autonomie locali. I Comuni capoluogo di provincia e gli altri Comuni con popolazione superiore a 30 mila abitanti o sede non decentrata di Università preparano il proprio piano comunale dei servizi. L’affidamento è effettuato dalla Regione negli ambiti territoriali corrispondenti alle Province e il contratto di servizio, che comprende contemporaneamente sia i servizi urbani sia quelli urbani, è sottoscritto congiuntamente da Regione e Provincia di competenza.
da: Ufficio Stampa Regione Marche
da: Ufficio Stampa Regione Marche
PROTEZIONE CIVILE, IL PROTOCOLLO PER LA FORMAZIONE DI PROFESSIONISTI COMPETENTI IN CASO DI CALAMITA’
Un percorso didattico per formare tecnici esperti nella gestione dell’emergenza sismica: è quanto prevede il protocollo tra la Regione e la Federazione Ordini degli ingegneri Marche siglato ieri, martedì 23 ottobre, ad Ancona, dall’assessore Luigi Viventi, in rappresentanza della Regione e da Pasquale Ubaldi, Presidente della Federazione Ordine degli Ingegneri Marche, in occasione della consegna degli attestati agli ingegneri. “La Regione Marche - ha dichiarato Viventi – si conferma come modello di riferimento per le politiche legate alla prevenzione e gestione dei fenomeni sismici. Il protocollo si propone infatti di fornire gli strumenti necessari per formare un valido numero di professionisti e per affrontare con adeguata competenza e preparazione le problematiche legate alla pianificazione e gestione tecnica dell’emergenza, al rilievo del danno e al giudizio di agibilità. I professionisti così formati sono in grado di fornire un ausilio altamente qualificato alle squadre di tecnici e di integrarsi con il loro lavoro”. Il Dipartimento per le Politiche integrate di Sicurezza e per la Protezione civile, specifica il documento, si impegna dunque a fornire indirizzi e criteri generali, garantire una supervisione complessiva delle attività, collaborare nell’individuazione, all’interno del personale dipendente, dei docenti più idonei; rende inoltre disponibili le pubblicazioni sull’argomento, promuove l’utilizzo degli ingegneri nelle squadre di rilevamento danni ed agibilità post-evento, nonché nelle funzioni di supporto alle autorità locali per la gestione dell’emergenza e il conseguente ripristino dell’ordinarietà. Sarà poi il Dipartimento a conservare un elenco regionale dei tecnici specialisti che hanno frequentato i corsi coerentemente con quanto stabilito dal protocollo. La Federazione, da parte sua, ha interesse a contribuire alla formazione dei propri iscritti per offrire alle istituzioni, e all’insieme del corpo sociale e civile, professionisti competenti al servizio della comunità in caso di eventi calamitosi. Il percorso formativo è a totale carico delle Federazione. Il Dipartimento non dovrà assumersi alcune onere né spese, unico obbligo specifico è quello di formulare e aggiornare l’elenco regionale dei partecipanti ai corsi e mettere a disposizione personale docente, informazioni e cartografie.
da: Ufficio Stampa regione Marche
lunedì 15 ottobre 2012
TRASPORTO PUBBLICO LOCALE, SCONGIURATO IL TAGLIO AI SERVIZI
Il servizio di trasporto pubblico su ferro e su gomma che fino a pochi giorni fa correva il rischio di ulteriori tagli o penalizzazioni, potrà essere sostanzialmente garantito dalla Regione. Lo co-munica l’assessore regionale ai Trasporti, Luigi Viventi, in seguito al buon esito della trattativa Stato-Regioni per la copertura dei costi del servizio ferroviario.
“A questo punto – spiega Viventi – con il decreto stabiltà 2012 il governo ha fissato per le Re-gioni un contributo di 1 miliardo e 665 milioni per tutta l’Italia, somma leggermente inferiore al miliardo e 748 milioni su cui era stato raggiunto l’accordo alla fine del 2011, ma molto superiore al miliardo e 200 milioni previsto fino a qualche giorno fa”.
“In questo scenario – prosegue l’assessore – nelle Marche ci saremmo trovati nella necessità di reperire quasi otto milioni di euro all’interno delle risorse regionali, oppure di procedere a una forte contrazione del servizio. Non dimentichiamo che la richiesta iniziale delle Regioni era stata di due miliardi di euro e che l’accordo era stato raggiunto sul miliardo e 700 milioni. Tuttavia la somma prevista la scorsa settimana ci permetterà di gestire la programmazione con una re-lativa tranquillità”.
Resta comunque fondamentale la necessità di razionalizzazione ed efficentamento dell’intero sistema (ferro e gomma). La legge di stabilità pone infatti il raggiungimento di questi requisiti come condizione per il trasferimento di una parte cospicua (40%) delle risorse assegnate. “Su questo – conclude Viventi – stiamo fortunatamente lavorando già da tempo, attraverso l’elaborazione di un programma di efficientamento del Tpl locale, che sarà posto a base delle gare per la riassegnazione dei servizi automobilistici (2013) e ferroviari (2015)”.
Da: Ufficio stampa Regione Marche
giovedì 4 ottobre 2012
QUADRILATERO PERUGIA – ANCONA: CONFERMA DEL CRONOPROGRAMMA
Conferma del cronoprogramma dei lavori della Quadrilatero (direttrice Perugia Ancona), con rispetto dei tempi di consegna dell’opera già stabiliti: entro settembre 2014 apertura al traffico del tratto “Serra San Quirico – Albacina”, completamento della tratta “Cancelli – Fossato di Vico” entro marzo 2015. La rassicurazione è venuta al termine della verifica fatta oggi, durante un incontro promosso dal presidente della Regione, Gian Mario Spacca, al quale hanno partecipato gli assessori alla Viabilità, Paolo Eusebi, e all’Urbanistica, Luigi Viventi; il presidente della Quadrilatero Marche Umbria, Gaetano Galia; il presidente Dirpa, Maurizio De Lieto; l'amministratore delegato Dirpa, Francesco Giuffrida; il presidente di Impresa Spa (principale affidatario di Dirpa), Raffaele Raiola. La riunione è servito per approfondire l’analisi dei singoli lotti in corso di realizzazione e per riscontrare la corrispondenza con la tempistica contrattuale. È stato, inoltre, fatto il punto sulla Pedemontana delle Marche, tratto Fabriano-Matelica, finanziato dalla Regione per 90 milioni di euro. Il progetto esecutivo dell’opera è stato consegnato ieri dal Contraente generale Dirpa. Il presidente Spacca ha richiesto che l’affidamento dei lavori e l’apertura dei cantieri possano avvenire entro breve. “La Regione continuerà a vigilare sul rispetto dei tempi stabiliti, richiamando tutti alle proprie responsabilità – ha dichiarato Spacca – La Quadrilatero rappresenta una delle poche opere viarie nazionali dotate di risorse adeguate alla sua realizzazione. Ritardi non sono tollerabili perché l’asse viario costituisce un’esigenza vitale per le nostre comunità, specie in una situazione di crisi come l’attuale. Il clima riscontrato è stato indubbiamente positivo, come la disponibilità a lavorare insieme affinché i lavori si concludano nei tempi contrattuali. Indubbiamente la situazione economica generale rappresenta un vincolo alla conclusione dell’arteria, ma anche un parametro di comportamento virtuoso nel panorama nazionale, specie in una contesto economico difficile per le istituzioni e per le imprese che oggi hanno in appalto i lavori”. Quello odierno è stato il terzo incontro, nel giro di pochi mesi, che si è svolto a seguito delle preoccupazioni per una mancata accelerazione delle attività, in particolare per le opere già cantierate e immediatamente cantierabili. Sono stati illustrati gli avanzamenti sui singoli lotti e lo stato delle opere previste nel tratto Fossato di Vico – Cancelli, oggetto della perizia di variante approvata dalla Giunta regionale lo scorso mese di luglio. I tecnici hanno illustrato, tra gli altri, gli interventi relativi ai Viadotti Mariani 1 ed Esino 2 Nord, alle Gallerie Gattuccio Sud, Gola della Rossa e Sassi Rossi, allo svincolo di Tufico. Al termine dell’incontro il presidente Spacca ha nuovamente sollecitato la società Quadrilatero Spa a svolgere un continuo controllo su Dirpa e sul suo principale affidatario Impresa Spa, affinché i tempi vadano rispettati, così come assicurato. È stato fissato inoltre un prossimo sopralluogo sui cantieri per poter constatare dal vivo l’avanzamento dei lavori.
da: Ufficio Stampa Regione Marche
martedì 2 ottobre 2012
QUADRILATERO: CON LA VARANTE DI VALICO CONTENIMENTO DEI COSTI: DA 90 A 18 MILIONI DI EURO
“Con l’approvazione della cosiddetta variante di valico di Fossato siamo in grado di risolvere uno dei nodi più preoccupanti per la realizzazione del raddoppio della Ss 76, perché mettiamo la Quadrilatero in condizione di conseguire un consistentissimo contenimento dei costi, da 90 a circa 18 milioni, per la realizzazione degli adeguamenti necessari a rendere pienamente funzionali gli svincoli di Cancelli, Valtreara e Camponocecchio”. Lo ricorda l’assessore regionale all’urbanistica Luigi Viventi, su cui proposta è stata approvata dalla giunta, prima della pausa estiva, la variante in corso d’opera per il progetto esecutivo della SS 76 Val d’Esino, tratti Fossato di Vico–Cancelli e Albacina–Serra San Quirico. “Abbiamo studiato le necessità presentate dai Comuni e dalle popolazioni interessate – spiega Viventi - e, rispetto all’ipotesi iniziale, che avrebbe comportato un aumento dei costi di più di 90 milioni di euro, siamo riusciti a ottimizzare i progetti, arrivando a un costo di circa 18 milioni. Le varianti urbanistiche apportate permettono di ottimizzare il tracciato esistente eliminano una serie di infrastrutture originariamente previste, garantiscono il riammaglio con la viabilità locale e l’uso della SS 76 anche con i lavori in corso”.
In particolare, nel tratto Fossato di Vico-Cancelli sono state accorpate alcune gallerie (Galleria Valico di Fossato in luogo della stessa e della Galleria La Madonnella in carreggiata sud e galleria Campodiegoli al posto delle gallerie Serafico e Campodiegoli in carreggiata nord), che saranno realizzate con una modifica del tracciato, lontano dalla viabilità esistente e quindi senza interferenze dei lavori con l’attuale strada. Allo svincolo di Cancelli è stata prevista una serie di opere in rilevato e di rotatorie, così che non sarà più necessaria la costruzione della rampa di collegamento in entrata in direzione Ancona, prevista prima dell’abitato. Allo svincolo di Valtreara, invece, sarà realizzata una rampa di collegamento con Gattuccio, mentre allo svincolo di Camponocecchio, è stata introdotta una bretella che permetterà di evitare l’attraversamento della frazione da parte del traffico veicolare. Su richiesta delle Ferrovie sarà poi realizzato un nuovo sovrappasso ferroviario e del viadotto Gola della Rossa sul fiume Esino. E’ stata inoltre approvata l’ipotesi di non procedere alla realizzazione degli interventi di adeguamento nel tratto Valtreara - Serra San Quirico (demolizione e rifacimento dei Viadotti Esino3, Esino4 e Serra San Quirico in carreggiata sud), per limitare le interferenze con il traffico veicolare. Saranno tuttavia portate a termine le manutenzioni e la messa a norma dei guard rail. Sarà proprio questa determinazione a non demolire i viadotti a consentire il significativo contenimento dei costi, totalmente coperti dalla società Quadrilatero.
"Con la visita di oggi ai cantieri della SS76 si può verificare – prosegue Viventi - che i lavori stanno proseguendo, con circa 200 operai impegnati nei cantieri”. L’opera più importante, la galleria Gola della Rossa è in costante avanzamento. In questo cantiere è in piena attività la fase di scavo, il cui avanzamento attuale è di circa 3.020 metri sui 3.640 previsti. Sono inoltre cominciati i lavori di traforo delle gallerie Campodiegoli e Valico di Fossato, è quasi completato il viadotto san Lazzaro e sono terminati l’Esino I e Esino II. “Con l’approvazione di questa variante – conclude l’assessore all’Urbanistica - si compie un altro decisivo passo in avanti nei confronti dell’avanzamento dei lavori del raddoppio della SS76, che per il tratto Serra San Quirico – Albacina dovrebbero concludersi nell’autunno 2014, mentre il completamento del tratto Cancelli – Fossato di Vico è previsto per la primavera 2015”.
In particolare, nel tratto Fossato di Vico-Cancelli sono state accorpate alcune gallerie (Galleria Valico di Fossato in luogo della stessa e della Galleria La Madonnella in carreggiata sud e galleria Campodiegoli al posto delle gallerie Serafico e Campodiegoli in carreggiata nord), che saranno realizzate con una modifica del tracciato, lontano dalla viabilità esistente e quindi senza interferenze dei lavori con l’attuale strada. Allo svincolo di Cancelli è stata prevista una serie di opere in rilevato e di rotatorie, così che non sarà più necessaria la costruzione della rampa di collegamento in entrata in direzione Ancona, prevista prima dell’abitato. Allo svincolo di Valtreara, invece, sarà realizzata una rampa di collegamento con Gattuccio, mentre allo svincolo di Camponocecchio, è stata introdotta una bretella che permetterà di evitare l’attraversamento della frazione da parte del traffico veicolare. Su richiesta delle Ferrovie sarà poi realizzato un nuovo sovrappasso ferroviario e del viadotto Gola della Rossa sul fiume Esino. E’ stata inoltre approvata l’ipotesi di non procedere alla realizzazione degli interventi di adeguamento nel tratto Valtreara - Serra San Quirico (demolizione e rifacimento dei Viadotti Esino3, Esino4 e Serra San Quirico in carreggiata sud), per limitare le interferenze con il traffico veicolare. Saranno tuttavia portate a termine le manutenzioni e la messa a norma dei guard rail. Sarà proprio questa determinazione a non demolire i viadotti a consentire il significativo contenimento dei costi, totalmente coperti dalla società Quadrilatero.
"Con la visita di oggi ai cantieri della SS76 si può verificare – prosegue Viventi - che i lavori stanno proseguendo, con circa 200 operai impegnati nei cantieri”. L’opera più importante, la galleria Gola della Rossa è in costante avanzamento. In questo cantiere è in piena attività la fase di scavo, il cui avanzamento attuale è di circa 3.020 metri sui 3.640 previsti. Sono inoltre cominciati i lavori di traforo delle gallerie Campodiegoli e Valico di Fossato, è quasi completato il viadotto san Lazzaro e sono terminati l’Esino I e Esino II. “Con l’approvazione di questa variante – conclude l’assessore all’Urbanistica - si compie un altro decisivo passo in avanti nei confronti dell’avanzamento dei lavori del raddoppio della SS76, che per il tratto Serra San Quirico – Albacina dovrebbero concludersi nell’autunno 2014, mentre il completamento del tratto Cancelli – Fossato di Vico è previsto per la primavera 2015”.
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